Benefizio, la storia del Cru di Frescobaldi che ha definito il vino bianco italiano

Alessia Manoli, 10.03.2025

Dalla visione pionieristica di Leonia degli Albizi alla storica evoluzione del 1973, fino all'annata 2023. L’etichetta targata Marchesi Frescobaldi compie 50 anni.

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Il motto di Marchesi Frescobaldi è racchiuso in poche ed esplicative parole: «Coltivare la diversità della Toscana». Vale oggi, momento storico in cui l’azienda conta nove tenute, ma valeva anche nel 1855, quando Leonia degli Albizi, bisnonna dell’attuale Presidente Lamberto Frescobaldi, tornò in Italia dalla Francia portando con sé delle barbatelle. Scoprì presto che queste giovani viti si adattavano perfettamente al suolo dove oggi sorge Castello Pomino. Queste barbatelle erano di Chardonnay, vitigno internazionale che oggi tutti conosciamo, ma che all’epoca era ancora poco diffuso in Italia. La famiglia intuì come il terroir della tenuta fosse simile a quello della Borgogna: l’altitudine elevata, il clima fresco con forti escursioni termiche, l’intensa luce solare e i terreni argillosi e sabbiosi rendevano Castello Pomino un luogo ideale per coltivare Chardonnay. Tant’è che le prime vinificazioni venivano chiamate “Chablis d’Italia”.

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