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«Quello che trent’anni fa poteva sembrare un azzardo da parte di un gruppo di sognatori, oggi appare l’unica strada possibile per tutelare il patrimonio viticolo e portare nel futuro il mestiere del vignaiolo». A parlare è Massimo Piovani, presidente del Club del Buttafuoco Storico, che quest'anno festeggia i 30 anni da quando, nel 1996, un gruppo di viticoltori dell’Oltrepò Pavese decide di dare forma collettiva a un vino antico, definendone regole, limiti e identità.
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