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Alle pendici dell'Etna, dove i terrazzamenti vulcanici cedono il passo ai filari di Nerello, il teatro prende forma tra le vigne. Dal 2015, Sciaranuova Festival trasforma ogni estate la cantina Planeta di Passopisciaro in un palcoscenico naturale: pietra lavica, pini centenari e cielo aperto fanno da quinte a spettacoli che nulla hanno di convenzionale. Quest'anno, per la decima edizione, il festival sceglie un titolo che è quasi un manifesto: Dieci. Non una celebrazione autocompiaciuta, ma la presa d'atto di aver costruito qualcosa che resiste — alle pandemie, ai rivolgimenti geopolitici, alla bulimia digitale. «Il teatro è il fool del nostro tempo. Troppo povero per essere comprato. Troppo assurdo per essere imbrigliato», scrive la direttrice artistica Ottavia Casagrande.
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