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Ci sono luoghi che, più di altri, riescono a spiegare cosa significhi davvero vino come cultura, prima ancora che come prodotto. Canelli è uno di questi. Non solo una denominazione, non solo una DOCG relativamente giovane sulla carta – lo è dal 2023 – ma un territorio che da oltre un secolo detta il ritmo e lo stile del Moscato d’Asti e, più in generale, della spumantistica italiana. Canelli non alza la voce, non ha bisogno di farlo. È un luogo che parla sottovoce, con precisione, con quella sicurezza che appartiene solo ai territori che sanno esattamente chi sono.
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