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Canelli, dove tutto ha una marcia in più – anche la sindaca

Vino
Spumante
Piemonte
Intervista
Innovazione

Intervista a Roberta Giovine, sindaca di Canelli, per una prospettiva differente su uno dei territori più significativi delle bollicine italiane.

Ci sono luoghi che, più di altri, riescono a spiegare cosa significhi davvero vino come cultura, prima ancora che come prodotto. Canelli è uno di questi. Non solo una denominazione, non solo una DOCG relativamente giovane sulla carta – lo è dal 2023 – ma un territorio che da oltre un secolo detta il ritmo e lo stile del Moscato d’Asti e, più in generale, della spumantistica italiana. Canelli non alza la voce, non ha bisogno di farlo. È un luogo che parla sottovoce, con precisione, con quella sicurezza che appartiene solo ai territori che sanno esattamente chi sono.

Il Canelli DOCG è l’essenza più pura di questo racconto. Nasce in un’area rigorosamente delimitata attorno alla città, oggi composta da 18 comuni tra Asti e Cuneo, circa 100 ettari di vigneto e una produzione annua intorno a un milione di bottiglie. Numeri piccoli, volutamente piccoli. Perché qui la quantità non è mai stata l’obiettivo.

La chiesa sconsacrata di San Rocco
© Foto fornita
La chiesa sconsacrata di San Rocco

Un vino che è territorio

Il Canelli DOCG è prodotto esclusivamente da Moscato Bianco di Canelli, una delle varietà aromatiche più antiche e nobili d’Italia. Le vigne si arrampicano su pendii tra i 165 e i 500 metri, la vendemmia è solo manuale, il rispetto del frutto è totale. Il risultato è un vino finemente perlato, a basso grado alcolico, da bere giovane, ma capace – nella versione Riserva – di sorprendere anche dopo 30 mesi di maturazione, di cui 20 in bottiglia.

È un vino che funziona magnificamente con i dessert della tradizione culinaria locale – torte alle nocciole, alla frutta, panettone, zabaione – ma che adoro anche su abbinamenti meno scontati: formaggi erborinati, cucina asiatica speziata, oppure semplicemente come aperitivo, con frutta fresca o piccoli canapé.

Canelli vista da chi la guida

Per capire davvero un luogo, però, bisogna ascoltare chi lo abita e lo rappresenta ogni giorno. Per questo ho chiesto alla sindaca di Canelli, Roberta Giovine, di raccontarci la sua cittadina senza filtri, con quello sguardo quotidiano che spesso vale più di mille brochure. Ho conosciuto la sindaca in veste di traduttrice simultanea durante un nostro intervento sul Nebbiolo durante la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba, dove tra un assaggio, due risate e tante idee condivise, ho ritenuto opportuno dare voce a una già straordinaria oratrice:

Sindaca Giovine, quante bottiglie di Canelli DOCG Moscato beve all'anno?

Chi lo sa... Al ristorante amo ordinare per gli amici il vino che porta il nome della mia città. Poi ci sono le occasioni ufficiali. Poi il bicchiere di benvenuto in cantina. Poi la bottiglia in frigo d’estate, che bevi liscia oppure con un po’ di ghiaccio, salvia e scorza di limone. Poi il cocktail con lo sciroppo di sambuco dell’amico barman. Poi la cena in abbinamento con la cucina orientale. Poi la degustazione con i formaggi stagionati.

Poi il bicchiere di Riserva, che è da assaggiare adesso, perché sta sviluppando quei sentori di idrocarburi o di litchi che mica ti puoi perdere... Quanto fa?

Roberta Giovine, Sindaca di Canelli
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Roberta Giovine, Sindaca di Canelli

Canelli è conosciuta soprattutto per le "cattedrali sotterranee" patrimonio UNESCO. Ci dica dei luoghi/monumenti/spot meno visitati del suo comune.

Intanto, ci sono più cantine storiche delle quattro attualmente aperte al pubblico. Oggi, si stanno esplorando molte delle oltre cento cantine in attività intorno al 1890, alcune già visitabili in occasione dei grandi eventi.
In primavera hanno aperto al pubblico i giardini del Castello Gancia, prima noti solo a pochi canellesi, con una vista impagabile e raggiungibili percorrendo l’antica strada acciottolata. Luogo magico è pure Villa Monteriolo, immersa in un bel parco del tempo che fu.

E poi ci sono i vigneti Unesco, che mutano a seconda delle stagioni. Ricami scuri in inverno; in primavera popolati da animali e fioriture; verde, profumi e voci in estate; gialli, rossi e bruni in autunno. Dall’antica Torre dei Contini, se ne vedono a perdita d’occhio.

In tutto il Piemonte si beve e si mangia in maniera eccellente - cosa non si deve perdere a Canelli? Avete un piatto tradizionale tipico del vostro comune?

Qui c’è la ricchissima tradizione di cucina casalinga ma raffinata del Sud Piemonte. Mi vengono in mente la torta verde di riso ed erbe e la torta di castagne, squisita, da non confondersi con il castagnaccio.

In luglio dedicate un fine settimana al vino con "Sparkling Canelli" - cosa possiamo aspettarci per il 2026?

È l’evento principe, dedicato alla tradizione di Canelli capitale delle bollicine DOCG: Asti Spumante, Moscato d’Asti (ora Canelli) e Alta Langa. Stiamo lavorando all’edizione 2026. Stay tuned!

Il flusso turistico nella sua cittadina, da quali paesi proviene maggiormente?

Riceviamo visitatori da tutto il mondo. Molti sono nord-europei, soprattutto scandinavi. Qualcuno si è innamorato del territorio e si è stabilito qui.

Se potesse dire qualcosa ai nostri lettori, ormai in 12 paesi europei, cosa gli direbbe? Carta bianca!

Siamo un luogo incantato e autentico. Venite a trovarci in relax, come se faceste visita a un amico fortunato.

Nota del direttore

Ho voluto raccontare questo territorio avvicinandomi in modo un po’ diverso dal solito, anche grazie a un piacevole caso. A volte mi piace osservare le cose da più prospettive e, in questo caso, tornare all’origine della tematica. Perché è lì che si trovano le storie più vere. E spesso, in connessione con queste storie autentiche, anche i vini più emozionanti.
Per le feste, questa volta, scegliete un Canelli DOCG Moscato. Non ve ne pentirete.

Veduta del Castello Gancia
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Veduta del Castello Gancia

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