Salta al contenuto

Suvereto, il festival Suber supera quota 2.000 visitatori

Evento
Vino
Toscana

La terza edizione del Suvereto Wine Festival chiude con numeri in crescita: oltre 2.000 presenze, 1.000 wine kit venduti e 20 cantine coinvolte. Il borgo della Val di Cornia si conferma laboratorio per un nuovo dialogo tra vino e nuove generazioni.

Si è chiusa con un bilancio in crescita la terza edizione di SUBER – Suvereto Wine Festival, andata in scena dal 1° al 3 maggio nel borgo medievale di Suvereto, in provincia di Livorno. Tre giorni di festa diffusa che hanno richiamato oltre 2.000 visitatori tra wine lover, biker, famiglie e turisti, confermando la formula del festival come evento corale capace di intrecciare degustazioni, talk, escursioni e cultura del territorio.

L'iniziativa, organizzata dal Consorzio Vini Suvereto e Val di Cornia con il patrocinio del Comune di Suvereto, ha animato chiostri, vie, ristoranti, enoteche e botteghe del paese, aperti fino a sera per tutta la durata della manifestazione.

📊 SUBER 2026 in numeri
  • 2.000+ visitatori complessivi
  • 1.000 wine kit venduti
  • 20 cantine partecipanti
  • 4 masterclass con circa 150 winelover
  • 3 talk con 15 relatori e oltre 100 partecipanti
  • 2 approfondimenti dedicati all'olio della Val di Cornia con 80 partecipanti

Masterclass sold out e nuovo disciplinare al centro

Tutto esaurito per le quattro masterclass dedicate al vino, che hanno coinvolto circa 150 winelover. I percorsi di degustazione hanno messo a fuoco le diverse espressioni produttive della zona — anche alla luce delle novità introdotte dal nuovo disciplinare — e hanno proposto confronti stimolanti con i «vicini di vigna», dai Vermentino della Maremma ai Sangiovese della Val d'Orcia.

Grande riscontro anche per gli oli extravergine della Val di Cornia, presentati dall'Associazione Olio d'Autore in un inedito abbinamento con le fragole che ha incuriosito il pubblico dei due approfondimenti dedicati, seguiti da circa 80 partecipanti.

Il vino raccontato ai più giovani

Tra gli appuntamenti più seguiti, i tre talk con quindici relatori complessivi e oltre cento partecipanti, focalizzati sui linguaggi del vino e sulle strategie per avvicinare le nuove generazioni a un mondo spesso percepito come distante.

L'entusiasmo palpabile e la grande partecipazione ci confermano che siamo sulla strada giusta. SUBER è sempre più un evento corale e sentito, che coinvolge tutto il territorio: cantine, ristoranti, artigiani, produttori, amministrazione e cittadini. Ma soprattutto è in grado di parlare a un pubblico giovane, curioso, attento, che qui si avvicina al vino senza sovrastrutture.

commenta Daniele Petricci, presidente del Consorzio. Per Petricci, è proprio questa la cifra distintiva del festival:

Non chiediamo alle persone di entrare in un mondo chiuso o troppo tecnico, ma offriamo occasioni diverse, accessibili e vive, in cui il vino si incontra nel suo contesto più vero: insieme al territorio, al cibo, alle relazioni e alle persone che lo producono.

La lettura di Falstaff: «Un territorio luminoso, ancora autentico»

Tra i protagonisti dei talk, anche Simon Staffler, direttore di Falstaff Italia, intervenuto in uno degli appuntamenti di confronto. La sua lettura mette in evidenza come Suvereto abbia ormai costruito un'identità capace di parlare anche a chi arriva «in primis per il territorio», prima ancora che per il vino: «Un bellissimo paese arroccato sulla collina, con vicoli stretti e tramonti mozzafiato, in un'area sottolineata da una luminosità peculiare, un territorio luminoso in tutti i sensi».

Sul fronte produttivo, Staffler indica nelle aziende di riferimento — da Petra a Gualdo del Re, da Tua Rita a Bulichella — i fari della denominazione: «Dimostrano, con i tagli bordolesi ma anche con il Syrah o con i rosati, di essere un territorio con un grandissimo potenziale». Il livello qualitativo medio, sottolinea, è cresciuto in parallelo alla maturazione del territorio stesso.

A imprimere ai vini un'impronta marcatamente identitaria contribuiscono due fattori pedoclimatici: «Suolo con una trama di ferro combinato con una forte escursione termica: giornate molto calde e notti davvero fresche, anche venti gradi di differenza tra giorno e notte». Un quadro che, unito a un'estensione geografica dal mare fino ai 400 metri di quota, rende l'area pienamente vivibile in primavera, estate e autunno, anche in chiave di cicloturismo ed escursionismo tra le vigne. La cifra vincente è proprio la scarsa saturazione turistica: «Un territorio ancora poco toccato dal turismo, davvero bellissimo da visitare».



Di più sull'argomento
1 / 12