Come nasce il whisky italiano

Eugenia Torelli, 28.11.2024

I primi passi di una produzione che sta scrivendo un nuovo capitolo della distillazione nel Belpaese

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Se si chiede all’intelligenza artificiale di creare una bottiglia di whisky italiano, il risultato è un’etichetta dalla scritta non ben distinguibile su uno sfondo da paesaggio toscano, fatto di cipressi e dolci colline. È lo sfondo pensato da Claudio Riva e Davide Terziotti per una tavola rotonda sul whisky italiano che si è tenuta in occasione di Distillo, salone dedicato ai macchinari per la distillazione, che quest’anno il duo di Craft Distilling ha organizzato all’interno di Simei (Fiera Milano). Suonerà forse bizzarro, ma l’AI non c’è andata poi così lontana, anche se lo stereotipo semplifica di molto un panorama quanto mai in divenire, aperto a un infinito ventaglio di possibilità geografiche e produttive, qual è in questi anni quello del whisky in Italia. Un mondo che sta muovendo i primi passi in cerca di un’espressione territoriale e distintiva.

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