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C'è un angolo della Toscana che non assomiglia al resto della regione. Non ci sono i cipressi in fila sulle creste, non c'è il Sangiovese a fare da padrone, non c'è il richiamo al mito del Chianti o l'aura selvaggia di Maremma. C'è invece, tra le colline che scendono verso la Val di Chiana e si allungano fino alle prime propaggini dell'Appennino, un vitigno che rimanda alla tradizione francese: il Syrah. Non è stato un capriccio di qualche viticoltore a portare in questo angolo di Toscana la propensione verso quest'uva peculiare – che sarà sempre più il vitigno cruciale nel disciplinare della DOC – ma piuttosto una progettazione mirata che coniuga una prospettiva comunicativa e una innata vocazione del territorio, legata a pedologia e microclima.
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