Dessert: perché il finale del menu degustazione va ripensato

Alessia Manoli, 12.01.2026

Da una migliore valorizzazione della figura del pastry chef a una riconsiderazione di portate e ricette. La chiusura dolce delle esperienze di fine dining sembra chiedere maggiore equilibrio. Una riflessione condotta assieme a chi ha le mani in pasta.

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Amuse-bouche, all’incirca sei o otto piatti principali tra antipasti, primi e secondi (anche se le portate si vanno definendo via via sempre più ibride), pre-dessert, dessert e piccola pasticceria. Ecco la struttura della degustazione contemporanea, che sia nel fine dining, nelle osterie e trattorie ispirate o nei bistrot più competenti. Il menù degustazione serve sia al commensale, che può così fruire di una panoramica completa sull’idea di cucina del ristorante in cui si trova, sia a Chef e brigata di cucina, che seguono un percorso organizzato e fluido e minimizzano l’errore.

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