Forte e gentile. Segreto e selvaggio: l’Abruzzo

Arianna Monticelli, 09.11.2025

Angoli di Tibet sul Gran Sasso. La piccola Cappella Sistina a Bominaco. Atmosfere fantasy a Rocca Calascio. Trasparenze e colori nordici sul fiume Tirino. E un autunno da vivere dove il cielo è sempre più blu, con la raccolta dello zafferano sull’altopiano di Navelli.

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Forte come la roccia delle sue montagne, gentile come la sua gente, segreto come certi scrigni d’arte, selvaggio come la sua natura. L’Abruzzo non si lascia afferrare al primo sguardo. È un terra che si svela lentamente, ma una volta incontratane l’essenza si resta incantati, per portarsi dentro per sempre luoghi, suoni, profumi, sapori e racconti. Qui non parleremo di città dalla grande storia né delle spiagge dell’Adriatico con i loro trabocchi. Questo viaggio in Abruzzo prende una direzione diversa: sarà la spina dorsale d’Italia, l’Appennino, a guidarci tra altopiani sconfinati, paesaggi naturali, borghi, tradizioni e prodotti che resistono al tempo, ma con la lungimiranza di sapersi rinnovare e proporre, invitando ad assaporare l’autenticità di questa terra.

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