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Per decenni il vermouth Dry non ha avuto un volto, ma soltanto una funzione: assecondare il gin nel rito del Martini Cocktail. Oggi esce dall'ombra e rivendica un'identità autonoma. Si beve in purezza, liscio e dritto al palato. Una tendenza certificata anche dai banconi dell'ultimo Salone del Vermouth, andato in scena a Torino al Museo del Risorgimento. I numeri della terza edizione fotografano un comparto in salute: 10mila presenze, fine settimana esaurito in prevendita, porte aperte persino il lunedì, giornata in origine riservata agli addetti ai lavori. In questo rinnovato fermento, una delle traiettorie più interessanti è proprio il riscatto delle versioni Dry ed Extra Dry.
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