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La selvaggina è una carne che interroga, non ammicca e non concede. Arriva con tutto il peso della sua storia ma oggi si propone come leva per ripensare radicalmente il nostro rapporto con la natura, con la cucina e con il consumo. Nel fine-dining contemporaneo, sempre più spesso disancorato dalla banalità dell’iper-tecnicismo, il selvatico diventa veicolo di identità, di narrazione, di coscienza. È un’assenza di compromessi che si fa ingrediente.
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