Oltre l'efficienza: l'AI può rendere la ristorazione realmente inclusiva?

Alessia Manoli, 07.05.2025

Quante cose diamo per scontate quando ci sediamo al tavolo di un ristorante. Inclusività, accessibilità, diritto alla fruizione: temi che probabilmente non ci sfiorano nemmeno. Forse perché, troppo spesso, non vediamo persone con disabilità nei locali in cui mangiamo. E se non le vediamo, difficilmente ci poniamo delle domande. Ma è proprio da qui che può cominciare un cambiamento.

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Visto che stiamo parlando di Intelligenza Artificiale, proviamo a fare un esercizio: andiamo su ChatGPT, l’AI generativa più famosa, e chiediamo come e con quali benefici applicare l’AI all’interno del settore ristorazione. Con termini e stile diverso a seconda di come abbiamo inserito la nostra richiesta, i risultati saranno più o meno prevedibili e simili per tutti: chatbot per prenotazioni e supporto clienti, personalizzazione dell’esperienza culinaria, ottimizzazione della gestione delle scorte, previsione della domanda per ridurre sprechi, esperienze multisensoriali guidate da AI. E solo per citarne alcuni. Secondo un sondaggio condotto dall'Osservatorio Ristorazione, il 73% dei ristoratori prevede di introdurre o ampliare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel 2025, e tutti gli usi appena citati sono sicuramente utili.

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