Vini di confine: gemelli diversi in bottiglia

Alessia Manoli, 16.04.2026

Vigne divise da fiumi e trattati: i vini di confine raccontano territori identici ma separati da denominazioni e Stati diversi.

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Le denominazioni d’origine sono chiare e ci dicono che il vino nasce da un luogo preciso, delimitato e anche riconoscibile. Ma cosa succede quando quel luogo è stato diviso a metà da un confine? Geografico o politico che sia, può succedere che le vigne crescano su un pendio che appartiene a due Stati diversi, pur condividendo lo stesso suolo, lo stesso clima e anche la stessa varietà. In Europa, continente da sempre pluri-frammentato, queste probabilità sono più frequenti di quanto si pensi. Ci sono casi in cui sono i fiumi che dividono territori viticoli unitari, o crinali alpini ridisegnati dai trattati del Novecento, colline dove la storia, nel tempo, ha potuto spostare le frontiere lasciando le radici dov’erano. Il risultato è che esistono vini cosiddetti fratelli, che rispondono a denominazioni, normative e mercati completamente diversi.

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