Alpine Chic & Wild: la dolce vita di Courmayeur nella bella stagione
Non solo sci. L'estate ai piedi del Monte Bianco è un mix di sport d’alta quota, indirizzi lifestyle e cultura enogastronomica.
Pochi posti in Italia reggono il confronto con Courmayeur quando si parla di qualità della vita in montagna. D'estate, senza il massiccio turismo invernale, il paese torna ad una dimensione più umana: appena tremila abitanti, una via principale pedonale, il Monte Bianco come fondale imponente e autorevole e un'offerta, tra tavola, acquisti ed escursioni, completa e variegata. Non sorprende come sia da decenni il rifugio d'elezione per chi vuole la montagna senza rinunciare al piacere. Vale la pena andarci? Sì, ma è bene sapere come organizzarsi per non sprecare nemmeno una giornata e ricavare il massimo dall’esperienza.
La cucina valdostana, in breve
La cucina di Courmayeur è montanara nel senso più diretto del termine: pochi ingredienti e tutti di qualità. Il protagonista assoluto è il formaggio, come la fontina ma anche il fromadzo e il bleu d'Aoste, che entrano in quasi ogni preparazione, dalla zuppa alla valpellinentze (cavolo, pane raffermo e fontina, gratinata al forno) alla fonduta. Tra gli insaccati da provare la mocetta, coscia di bovino o camoscio essiccata e aromatizzata, che si affetta sottile e si mangia come antipasto, e il lardo d'Arnad. Tra i primi, la soupe de Cogne e gli gnocchi alla bava (cioè con fontina filante) sono i piatti che si trovano ovunque e che ovunque vale la pena ordinare. Così come l’immancabile cotoletta alla valdostana, ripiena di prosciutto e formaggio.
Dove mangiare
Si comincia alla mattina da Artst, pasticceria del paese con ottimi croissant, dolci e caffè di qualità. Un indirizzo easy è Pan x Focaccia, perfetto specialmente se avete in mente di comprare qualcosa da portare nello zaino per un’escursione. Passiamo adesso alle tavole più strutturate. Il Pierre Alexis è il riferimento fine dining: cucina che lavora sui prodotti valdostani senza forzature, esecuzione precisa. Les Jorasses gioca su un registro più elegante ma ugualmente radicato nel territorio.
La Sapinière è la brasserie tradizionale per eccellenza, ideale per chi cerca un pasto sostanzioso in un ambiente autentico. La Fourchette, all'interno del Grand Hotel Courmayeur et Mont Blanc, è invece proposta gourmet più articolata, condotta da un giovane chef campano che prima di giungere qui ha fatto esperienza al Bluh Furore di Enrico Bartolini, e alla corte di Antonino Cannavacciuolo a Villa Crespi: Giuseppe Buondonno. Per un aperitivo o una cena in formato tapas e guizzi davvero creativi, quelli che non ti aspetti in montagna, Altitude è l'indirizzo giusto: atmosfera contemporanea, cocktail e piccoli assaggi, ma anche un menù più solido, a firma Emanuele Cordischi, che tra le varie esperienze vanta anche Enrico Bartolini al Mudec.
E poi c’è Locanda Belvedere: con lo chef Grecchi in cucina e un personale di sala che sa fare il proprio lavoro, è uno di quei posti dove si sta davvero bene. La vista aperta sulla valle aiuta, ma è l'atmosfera complessiva, curata senza essere formale, a fare la differenza.
Menzione speciale anche qui per Animal Chic La Grange ma sul lato ristorativo: è l'unico a Courmayeur a proporre una cucina interamente vegana, rara eccezione nel contesto alpino, con un'ambizione gastronomica che sorprende anche chi di solito non cerca questo tipo di proposta.
In ultimo, il Golf Club Courmayeur & Grandes Jorasses: tavola dignitosa, scenario eccezionale, e la curiosità di pranzare su un campo da golf a quota alpina.
Dove dormire
Per chi non vuole spendere una fortuna ma esige comunque standard alti, il Bouton d'Or (3 stelle Superior) è una scelta solida: gestione familiare e posizione centrale sono i suoi principali plus. Un gradino più in sù in termini di spazio e servizi c’è l’Hotel Berthod (4 stelle), classico e affidabile, mentre lo Chalet Svizzero (4 stelle Superior) offre un'esperienza più curata dal punto di vista estetico, con arredi in legno e pietra che però non scadono nel folkloristico.
Capitolo a parte merita l'Animal Chic La Grange (3 stelle): ogni stanza è dedicata a un animale ed infatti l’hotel è pet friendly, con animaletti che gironzolano in giro e quindi ottima scelta per vacanze con bambini. L'atmosfera è eclettica, il concept funziona. Passando ai 5 stelle, ci sono anche l'Auberge de La Maison e il Grand Hotel Courmayeur et Mont Blanc, entrambi con spa e ristorante, per chi dalla montagna vuole soprattutto il lusso.
Le eccellenze del territorio
Nessun pasto a Courmayeur è completo senza la fontina DOP. Prodotta esclusivamente con latte intero di vacca valdostana, per disciplinare deve essere lavorata entro due ore dalla mungitura: nessuna pastorizzazione, è un formaggio a latte crudo. Esiste in tre versioni, tradizionale, a lunga stagionatura e d'alpeggio, quindi fatta solo con latte di mucche al pascolo estivo in altura. La differenza tra le tre vale la pena di essere capita sul campo, direttamente dai rivenditori locali, primo fra tutti Panizzi. Il Consorzio Produttori Fontina tutela questo percorso da decenni, e Courmayeur è uno dei luoghi deputati per entrare in contatto con la filiera autentica.
Per l'abbinamento, la scelta più valdostana che esista è un calice di Chaudelune della Cave Mont Blanc , ovvero la cooperativa visitabile a Morgex che riunisce i vignaioli dell'Alta Valle d'Aosta. Si tratta di un vino bianco dolce da uve Blanc de Morgex et de La Salle, affinato 12 mesi in botti di diverse carature ed essenze locali: giallo dorato, intenso, con note di frutta disidratata, fichi, miele e una buona freschezza finale. Abbinato a una fontina d'alpeggio stagionata diventa una combinazione chicca, tutta da provare.
Gambe in spalla: cinque escursioni per tutti i livelli
Il territorio attorno a Courmayeur è uno dei più vari delle Alpi italiane. Per chi è all'inizio o preferisce non sforzarsi troppo, la passeggiata da La Visaille al Lago Miage in Val Veny, è la più spettacolare delle opzioni facili: il lago proglaciale ai piedi del ghiacciaio del Miage è uno scenario da inserire tra le tappe. Sempre su un livello accessibile, il circuito Ermitage–La Suche offre panorami sul versante italiano del Monte Bianco senza richiedere preparazione fisica particolare.
Salendo di impegno, il percorso da Arnouva al Col Ferret è uno dei classici del Tour du Mont Blanc: prati sconfinati, torrenti, quota oltre i 2.500 metri e la Svizzera dall'altra parte. Intermedio-esperto è invece Pré de Pascal–Mont Chetif: più tecnico, più panoramico, con una delle viste più complete sull'intero massiccio. Per chi vuole spingersi verso il confine con la Francia, La Visaille–Col de la Seigne è un percorso intermedio che porta su un valico tra ghiaioni e fiori alpini, con il senso di essere arrivati al limite del mondo abitato.
Outdoor e adrenalina: altre cose da fare
La Bike Area tra Val Veny e Chécrouit (servita da telecabina Dolonne e seggiovia Zerotta) accoglie bikers di ogni livello, dalle e-bike panoramiche ai tracciati enduro tecnici, con il supporto del Bike Shuttle Mont Blanc. Chi preferisce attività a contatto con l’acqua può tentare la pesca sportiva alla trota nella Dora di Val Ferret o al laghetto di Lavachey, oppure sfidare le rapide con il rafting. Per i climber, le falesie della zona (come Dolonne, La Saxe o il Mont Chétif) offrono centinaia di vie dal 4 al 9a, mentre chi desidera sorvolare i ghiacciai può optare per un volo in parapendio tandem.
L'ascesa verticale: Skyway Monte Bianco
Per una visita a Courmayeur completa bisogna salire fino a Punta Helbronner (3.466 m). Skyway è una funivia all’avanguardia, frutto di ingegneria estrema, che ruota a 360° durante la salita. Arrivati in cima, la terrazza circolare offre una vista indimenticabile sul Dente del Gigante e sulla Vallée Blanche. Ai nostri lettori consigliamo come sosta obbligatoria una puntata alla parte in quota della già citata Cave Mont Blanc, che qui ha la sua parte di cantina sperimentale più alta d’Europa, dove si può degustare la Cuvée des Guides, affinata a quote proibitive, proprio lì dove l’aria è più rarefatta e modifica il perlage del prodotto, che si fa molto più fine.