Alois Lageder firma Rosso Mosso, spumante rosso pensato per la tavola dell'aperitivo
La cantina di Magrè entra nel territorio meno battuto delle bollicine rosse con un Charmat che assembla varietà e annate diverse, da uve di partner viticoltori in conversione biologica. L'etichetta è firmata dal finlandese Klaus Haapaniemi.
Nel panorama altoatesino, dove la fama enologica corre lungo binari ben definiti, la Tenuta Alois Lageder sceglie una direzione laterale. Rosso Mosso è uno spumante rosso prodotto con metodo Charmat, presentato in questi giorni dalla cantina di Magrè come ampliamento della propria gamma. Una proposta che esce dalle categorie consuete del rosso altoatesino e si inserisce in una tendenza ancora di nicchia, ma in crescita nelle carte dei vini più aggiornate: quella delle bollicine rosse da bere fresche, pensate per il momento dell'aperitivo prima che per l'abbinamento al piatto.
Cosa c'è nel bicchiere
Il vino nasce da un assemblaggio di varietà e annate diverse, frutto di una vendemmia raccolta presso i partner viticoltori che la tenuta accompagna da oltre vent'anni in un percorso di viticoltura biologica. Il profilo punta sulla bevibilità senza rinunciare alla struttura.
- Tipologia: spumante rosso, metodo Charmat
- Stile: perlage fine, tannini moderati, profilo succoso
- Servizio: fresco, in vista dell'aperitivo
- Abbinamenti: cucina mediterranea, barbecue, piatti asiatici e plant-based
Le parole dei produttori
«Volevamo creare un vino accessibile ma con carattere», spiega Helena Lageder. Sulla scelta di rompere lo schema interviene anche Alois Clemens Lageder: «Uno spumante rosso apre nuove possibilità, sia nello stile sia nel modo di viverlo». L'enologo Jo Pfisterer chiarisce l'intento produttivo: avvicinare il rosso alla cultura dell'aperitivo e, insieme, continuare a valorizzare vigneti vocati alle varietà a bacca rossa.
L'etichetta come secondo racconto
Sul fronte visivo, Rosso Mosso prosegue il dialogo aperto con Misto Mare e affidato all'artista finlandese Klaus Haapaniemi. Dopo la balena, una medusa fluttuante diventa il centro di una composizione che intreccia grilli, funghi, pigne, pianeti e conchiglie in un linguaggio ornamentale di matrice nordeuropea. Un riferimento alle origini geologiche dell'Alto Adige, quando duecento milioni di anni fa la regione era ricoperta dal mare.