Vernatsch Cup 2026, proclamate le nuove etichette dell’anno
La 23^ edizione della manifestazione ha acceso il dibattito sulla corretta temperatura di servizio dei vini, tra degustazioni e confronto internazionale.
Si è svolta l'1 e il 2 giugno al Vigilius Mountain Resort sul Monte San Vigilio, a Lana, la 23^ edizione della Vernatsch Cup Alto Adige, concorso fondato nel 2004 da Ulrich Ladurner, Othmar Kiem e Günther Hölzl con l’obiettivo di promuovere la qualità e l’immagine del vitigno Vernatsch (Schiava) altoatesino.
Alla manifestazione hanno preso parte, in qualità di giudici, giornalisti enogastronomici, sommelier ed esperti provenienti da Italia, Germania, Austria e Svizzera, chiamati a degustare alla cieca 82 vini suddivisi nelle categorie Classici e Selezione, con annate dal 2025 al 2016.
I vincitori dell’edizione 2026
La giuria ha proclamato Vernatsch dell’Anno 2026:
Categoria Classici
Fliederhof - Marie Alto Adige Santa Maddalena Classico DOC 2025
Categoria Selezione
Ansitz Waldgries - Kreuz Alto Adige Santa Maddalena Classico DOC 2018
Nella categoria Classici è inoltre stato assegnato un premio per ciascuna denominazione.
Lago di Caldaro
Tenuta Moser - Alto Adige Lago di Caldaro Classico Superiore DOC 2025
Meranese
Popphof - Meranerin Alto Adige Meranese DOC 2025
Alto Adige Schiava
Cantina Kurtatsch - Sonntaler Alte Reben Alto Adige Schiava DOC 2025
Santa Maddalena
Fliederhof - Marie Alto Adige Santa Maddalena Classico DOC 2025
Nella categoria Selezione sono stati premiati:
Manincor - Der Keil Alto Adige Lago di Caldaro Classico Superiore DOC 2025
Seeperle - Arthur Rainer Lago di Caldaro Classico Superiore DOC 2025
Untermoserhof - Vigna Huf & Leith Alto Adige Santa Maddalena Classico DOC 2024
Ansitz Waldgries - Kreuz Alto Adige Santa Maddalena Classico DOC 2018
Infine, il Premio del Pubblico 2026, assegnato da una giuria di appassionati, è andato al Vigna Huf & Leith Alto Adige Santa Maddalena Classico DOC 2024 di Untermoserhof, mentre il riconoscimento di Ambasciatore del Vernatsch 2026 è stato conferito a Toni Romen di Caldaro per il suo impegno nella valorizzazione della Schiava e del Lago di Caldaro.
Vernatsch 12.0 e la questione della temperatura
Tema centrale dell’edizione 2026 è stato “Vernatsch 12.0”, iniziativa dedicata alla corretta temperatura di servizio della Schiava. Secondo gli organizzatori, il Vernatsch esprime infatti le proprie caratteristiche migliori quando viene servito più fresco rispetto a quanto avviene abitualmente per molti vini rossi. I vini della categoria Classica trovano il loro equilibrio intorno ai 12 °C, mentre le selezioni più strutturate possono essere servite attorno ai 15 °C.
«Troppo spesso i vini rossi vengono serviti a temperature eccessive. Nel Vernatsch una temperatura più fresca valorizza al massimo vivacità, succosità, eleganza e bevibilità», ha spiegato Othmar Kiem, co-fondatore e organizzatore del Vernatsch Cup e direttore editoriale di Falstaff Italia, che ricorda come questo si avvicini di più alla «consuetudine di una volta di servire il Vernatsch a temperatura di cantina, quindi circa 13° C».
Una riflessione che si inserisce nel più ampio tema dell’abbinamento con la cucina contemporanea, sempre più orientata verso piatti leggeri, vegetali e di ispirazione mediterranea, contesto in cui la Schiava mostra una particolare versatilità.
La manifestazione si è conclusa con il tradizionale Vernatsch Party, accompagnato dalle proposte gastronomiche dello chef Daniel Sanin.