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L’esperienza immersiva del design multisensoriale

Design
Sensoriale
Sensi

Aromi, superfici tattili e suoni in combinazione stimolano tutti i sensi anche in modo creativo. Tanti i prodotti e i progetti che vengono proposti per trasformare l’ambiente, non solo abitativo, in un’esperienza a tutto tondo capace di incentivare la percezione e il benessere in rapporto diretto con quello che ci circonda.

Fra gli approcci più coinvolgenti del mondo del design, negli ultimi anni si è imposto quello della progettazione multisensoriale che integra alla vista principalmente l’udito, il tatto e l’olfatto in percorsi stimolanti e coinvolgenti. Sono sempre di più i progetti che includono elementi sonori ed olfattivi per migliorare l’atmosfera oppure in cui materiali e finiture tattili influenzano la percezione e la connessione umana.

Le interazioni sensoriali hanno la capacità di raggiungere un pubblico vasto in quanto favoriscono l’accessibilità e l’inclusività. Inoltre, il design multisensoriale congiuntamente alla biofilia, favoriscono esperienze più complete che interessano anche il benessere psicofisico.

Integrando nella progettazione i principi scientifici della biofilia - afferma l’architetto Giuliana Salmaso che da anni li studia e applica - è possibile creare spazi polisensoriali che favoriscono la rigenerazione, rendendo l’architettura uno strumento strategico per il benessere personale e delle comunità.

Giuliana Salmaso
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Giuliana Salmaso

Cos’è e come si è sviluppato

Il coinvolgimento di più sensi contemporaneamente è alla base del concetto di design multisensoriale. La possibilità di creare esperienze immersive e coinvolgenti. fa in modo che le persone interagiscono e si integrino con l’ambiente circostante migliorando la comprensione e il ricordo di un prodotto, di uno spazio o di un servizio. La stimolazione simultanea di diversi sensi è un arricchimento emotivo con connessioni profonde sui sentimenti e sugli stati d’animo. Un coinvolgimento che rende il messaggio trasmesso del prodotto o del progetto più potente e memorabile tanto da promuovere la fidelizzazione e l’identità forte e distintiva del marchio o di chi ha realizzato il progetto. Gli elementi coinvolti nell’esperienza multisensoriale degli spazi non solo abitativi sono visivi, tattili, olfattivi e sonori ossia finiture, arredi, materiali, luce naturale e sistemi d’illuminazione oltre agli apparati sonori e diffusori aromatici.

Sebbene il concetto di design multisensoriale non sia nuovo ma affondi le sue radici già nel Rinascimento comincia a prendere piede a partire dal XIX secolo con il Modernismo. La spinta propulsiva avviene però con lo sviluppo delle tecnologie digitali e delle neuroscienze. La realtà aumentata e virtuale ha spostato in alto l’asticella dei limiti del design permettendo di creare esperienze che immergono completamente l’utente con ricadute innovative anche per il marketing, l’educazione e l’intrattenimento.

Le parole dello psicologo ambientale Robert Gifford «Ovunque vai, sei in un luogo — e ha un’importanza» fanno riflettere sul fatto che l’architettura non è mai neutra; essa dialoga costantemente con i nostri sensi e con il nostro stato d'animo.

Il design è, per sua natura, sempre sensoriale: ogni materiale, ogni forma, ogni proporzione invia un segnale al nostro sistema nervoso. La vera discriminante risiede nella consapevolezza e nell'intenzione del progettista.

Secondo lo psicologo, per ottenere uno spazio sensoriale rigenerativo è fondamentale privilegiare materiali naturali e finiture artigianali capaci di valorizzare la manualità umana, così da stimolare contemporaneamente vista e tatto.

Per le pareti, suggerisce l’impiego di finiture a base di sughero, apprezzate non solo per l’armonia visiva ma anche per la loro qualità vellutata e calda al tatto, in grado di amplificare la percezione di comfort termico.
Nella composizione degli ambienti, alternare linee rette a forme più morbide e sinuose contribuisce a costruire un equilibrio dinamico, armonico e mai statico. Centrale è inoltre l’integrazione di un elemento poetico come l’acqua corrente, il cui suono possiede, a suo avviso, un profondo potere rigenerativo. Anche la luce naturale riveste un ruolo chiave: andrebbe filtrata per creare un’alternanza di ombre e luminosità, generando scenari emozionali differenti e momenti di pausa visiva capaci di ricaricare i sensi. In linea con i principi della biofilia, anche l’illuminazione artificiale dovrebbe essere progettata con corpi illuminanti a luce circadiana.

Progettare secondo gli strumenti del design biofilico sensoriale, conclude Gifford, significa recuperare il legame ancestrale tra essere umano e natura, trasformando ogni interno in un ecosistema rigenerativo capace di nutrire, giorno dopo giorno, il benessere di chi lo abita.

Progettare significa costruire un’esperienza che coinvolga i sensi. Parallelamente alla funzione sono importanti l'atmosfera, la memoria e la percezione. Il livello olfattivo caratterizza spesso un progetto: l'utilizzo di certe essenze di legni come il cedro, oppure il profumo della pietra pece, contribuiscono a definire una firma invisibile ma riconoscibile. Il tatto è il secondo elemento chiave: la varietà di materiali può creare un ritmo tattile che dà profondità allo spazio.

Alberto Artesani e Frederik De Wachter di DWA Design Studio

Alberto Artesani e Frederik De Wachter di DWA Design Studio

Per il team di Nook Milano, lo spazio non va inteso come un contenitore neutro, bensì come un vero e proprio organismo progettuale, capace di orientare comportamenti, percezioni e stati d’animo.

Ragionare in termini sensoriali significa, nella loro visione, riconoscere la casa come un’esperienza complessa e stratificata, in cui vista, tatto, luce, acustica e materia concorrono insieme alla costruzione del benessere quotidiano.

In questo scenario, il progettista assume il ruolo di regista: interpreta, organizza e mette in relazione materiali, finiture, arredi e luce per dare forma a un sistema unitario, coerente e capace di mantenere nel tempo la propria efficacia e identità.

Il team di Nook Milano
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Il team di Nook Milano

Prodotti multitasking

Tra le espressioni più interessanti del design multisensoriale spicca la collezione Aedo, nata dalla collaborazione tra Adrenalina, Museo Omero e Istituto Cavazza con Debonademeo Studio. Un progetto condiviso con persone non vedenti e ipovedenti che ha dato forma a un divano inclusivo, dove matericità, funzionalità e tatto guidano l’esperienza oltre la vista.

Coinvolge udito, vista e olfatto il pannello Bloom, realizzato con materiali bio-based come plastiche rigenerate, lino e petali di fiori trattati ad alta temperatura. Integra comfort acustico ed estetica – principio definito Acousthetics – e si installa senza giunzioni visibili, anche grazie al fissaggio in velcro.

Sul fronte visivo, la carta da parati Atlas Collection di Wall/Pepper®, ispirata all’Art Deco e impreziosita da cristalli Swarovski®, trasforma la luce in elemento scenografico. Realizzata in cellulosa e fibre tessili prive di PVC, offre una finitura morbida e materica.

Ascolta la luce” è invece il concept della lampada PoPuP di Davide Groppi, che integra diffusore acustico e sorgente LED in un unico oggetto portatile.

Infine, il sughero a vista di Decork Mediterraneo di Diasen – con base in argilla – valorizza trama e irregolarità naturali, trasformando pareti, pavimenti e soffitti in superfici tattili capaci di dialogare con chi le abita.



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