Matera e i suoi sassi. Da abitazioni rudimentali a manifesto del lusso
Patrimonio dell’Unesco per le sue abitazioni uniche al mondo e rifugio di vita comunitaria, oggi i sassi ospitano la rinascita luxury della città.
Caveoso e Barisano, questi sono i due sassi in cui sono state scavate le abitazioni rudimentali di Matera. La città dal paesaggio mistico e silenzioso, duro e crudo, si presenta al grande pubblico senza fronzoli ed è testimonianza storica di civiltà rurale. Se sembrano lontani i tempi in cui l’agglomerato urbano di pietra più famoso al mondo era solo rifugio di artigiani e agricoltori, lo spopolamento ha fatto sì che Matera si potesse rivalutare come esperienza turistica a tutti gli effetti. Sotto i riflettori per set cinematografici - molti grandiosi – la città ha saputo rafforzarsi proprio dai sassi che sono stati visti come una risorsa da restituire al turista pronto a godersi una notte in grotta senza badare troppo all’umidità. Cos’erano questi sassi e perché questo modello di vita non è replicabile altrove è presto detto, ma soprattutto perché il lusso ha dato a Matera un’altra chance di vita dopo essere stata definita una vergogna negli anni Cinquanta.
Dalla preistoria ai giorni nostri
Matera non è artefatta, è proprio così. I sassi ci sono sempre stati sin dalla preistoria, evolvendosi naturalmente con l’uomo. Se prima le grotte erano solo un rifugio di fortuna, col tempo si sono trasformate in veri e propri manufatti di alta edilizia. Qui gli uomini di un tempo cercavano il calore nelle fredde pietre, cosa possibile poiché all’interno di queste formazioni di tufo marino la temperatura costante era di circa 15 gradi, quindi niente caldo d’estate e freddo d’inverno. Col tempo nei sassi ci si è adattati predisponendo dei muri per proteggersi, creando negli unici ingressi possibili un portone che non fosse mai perpendicolare al fondo della grotta, bensì decentratro, per garantire l’ingresso della luce in ogni angolo dell’abitazione e ad ogni ora.
In casa la situazione igienica però, non era proprio delle migliori. Le famiglie erano numerose, e se a queste ci si aggiungevano anche gli animali adatti per lavoro e sussistenza, il gioco era fatto. Ad aggiungere ai sassi una nota di perfezione erano gli angoli dedicati alla conservazione degli alimenti e dell’acqua. Sempre contemplata una cisterna collegata alle abitazioni vicine. Un sistema praticamente perfetto che è valso il riconoscimento a patrimonio UNESCO nel 1993. Quella dei materani, tutto sommato, era una vita perfetta anche nelle proprie storture. Si lavorava nei campi, la pastorizia era prediletta e si produceva vino, e il famoso pane di Matera non mancava mai a tavola, rigorosamente tagliato dal capo famiglia con il suo grande coltello personale.
Matera, un borgo “in rosa”
Matera era a trazione matriarcale. Infatti gli uomini, impegnati nelle attività lavorative per giorni nella vicina Murgia, lasciavano le donne a tessere le trame di una civiltà in grado di resistere anche in tempi bui. Il tutto grazie al buon rapporto di vicinato in cui ognuno aiutava come poteva nei propri agglomerati di case, dall’allattamento materno al figlio del vicino alla condivisione delle derrate alimentari, alla riparazione di vestiti e scarpe. Insomma, un sistema perfetto in cui ognuno aiutava come poteva. Da non nascondere è anche la condizione difficile in cui molte di queste persone vivevano, perché non sempre si riusciva a mandare avanti grandi comunità di bimbi e adulti, in quanto denutrizione e fame spesso prendevano il sopravvento.
E così arrivarono gli anni Cinquanta, quando una comunità di circa 15.000 persone (su 30.000 abitanti di Matera) affollavano i sassi tra scale, salite e discese ripide. Il problema ha attirato l’attenzione dell’allora Capo del Governo Italiano Alcide de Gasperi che definì Matera “vergogna nazionale”. Quindi promulgò una riforma ad hoc, la Legge Risanamento Sassi che prevedeva l’abbandono delle grotte e lo spostamento dei residenti in appartamenti moderni fuori dall’agglomerato antico. Molti di loro accettarono in cerca di condizioni migliori, ma a lungo andare, qualcuno iniziò a ristrutturare i sassi per tornarci dentro, rendendoli adeguati a uno stile di vita più moderno. In sostanza i sassi restarono spopolati per poco tempo.
Dallo sfollamento alla Matera del lusso
Nelle grotte oggi ci vivono stabilmente 1500 persone che hanno scelto consapevolmente questa vita che, con i mezzi moderni, permette di poter diminuire il tasso di umidità dei sassi stessi e di trasformarli in abitazioni dotate di ogni comfort, senza però rinunciare al fascino storico di guardare alla gravina o alla Murgia, riempiendosi gli occhi di una cruda bellezza pietrificata. Ristrutturare non è costato molto all’epoca, ma oggi acquistare casa all’interno del complesso roccioso non è poi così conveniente.
Sono arrivati i set cinematografici che hanno reso Matera ancor più appetibile e gli stranieri, che nella Lucania hanno trovato non solo rifugio ma anche opportunità di investimento professionale, hanno portato qui il bisogno di comodità e lusso a cui i local più scaltri hanno saputo rispondere. Poi capitale della cultura che ha acceso i riflettori sulla Lucania non ancora scoperta.
Rendere i sassi location del lusso non è stato un processo immediato. Basti pensare che l’affitto di un piccolo locale all’interno dei Sassi oggi costa in media 3100 euro a salire, quindi i grandi investitori hanno dovuto puntare a un pubblico alto che volesse provare anche l’ebrezza di dormire in un posto “insolito” per qualche notte. Ne è un esempio il Palazzotto Residence & Winery della famiglia D’Angelo, nel cuore del Sasso Barisano. Qui ogni appartamento è stato recuperato e preservato nella sua naturalità, aggiungendoci solo pochi dettagli, dando la possibilità di dormire proprio all’interno delle grotte, con lo stesso pavimento di un tempo.
In altri casi poi, c’è stato un ritorno verso le proprie origini poiché Matera, come tante altre città del sud, ha sofferto la piaga dell’emigrazione verso terre più ricche. Per chi mantiene un filo diretto con la propria terra tornare è la regola e non un’opzione, allora ci si mette al servizio dei turisti mostrando antiche tradizioni, come quelle dei laboratori di cucina locale per i turisti, dal mercato all’assaggio al piatto. Il servizio offerto da Palazzo Gattini, il luxury hotel nel centro cittadino, è l’emblema di ciò che oggi cerca l’avventore della città.
La Matera di oggi ha saputo creare un indotto gourmet tra le diverse trattorie tipicamente turistiche che raccontano i piatti della tradizione, come il Baccanti Ristorante, perfetto per assaggiare la cialledda materana, fino a laboratori del fine dining. Matera preserva la sua stella attribuita a Vitantonio Lombardo che nella grotta che porta il nome di Vitantonio Lombardo Ristorante reinterpreta le povere materie prime locali in un approccio elegante e insolito. Così come il Radino Wine Bistrot che accende i riflettori sull’Aglianico del Vulture di Radino Wines da associare a piatti d’ispirazione internazionale. Matera oggi è una destinazione del turismo del lusso, spettacolare e spettrale allo stesso tempo, ma anche un modo per mettersi sulle tracce di un passato da cui si può pur sempre rinascere e rafforzarsi.