Riva Cento, dodici modi per dire eleganza
Edizione limitata, anima classica e tecnologia attuale: Riva festeggia se stessa con un open da collezione.
Cento, come gli anni che pesano solo sulla carta d’identità, non sullo stile. Riva Cento nasce così: non come esercizio di nostalgia, ma come dichiarazione d’intenti. Un open in edizione limitata – dodici esemplari, non uno di più – che prende il meglio del passato del cantiere di Sarnico e lo traduce in una lingua perfettamente contemporanea. Non un’operazione museale, piuttosto una di quelle eleganti autocitazioni che solo i grandi marchi possono permettersi senza risultare autoreferenziali.
Le proporzioni contano
Il progetto porta la firma di Officina Italiana Design, con Mauro Micheli e Sergio Beretta, affiancati dal Comitato Strategico di Prodotto guidato da Piero Ferrari. Tradotto: le proporzioni contano, le linee devono scorrere come una barca Riva ha sempre fatto, ma oggi devono anche funzionare, accogliere, semplificare la vita a bordo. Con i suoi 11,88 metri di lunghezza e 3,50 di baglio, Riva Cento è compatto, filante, sportivo quanto basta per non sembrare mai “solo” elegante.
Il lusso della misura, con sorpresa finale
La scelta cromatica racconta molto del carattere di questa edizione speciale. Il fireworks black, nero metallizzato sofisticato, e l’aluminium grigio chiaro sono colori che non cercano l’applauso facile. In coperta, il mogano lucido resta protagonista, mentre i cuscini in pelle cannettata – biscotto oppure acquamarina e bianco – strizzano l’occhio alle auto anni Cinquanta e Sessanta. Un richiamo colto, non una citazione gridata.
Il vero colpo di teatro, però, è a poppa. Qui Riva Cento gioca la carta della sorpresa funzionale: il portellone elettroidraulico si apre e trasforma la zona in una beach area con due chaise longue, gradini in mogano e spazi dedicati a parabordi e Seabob. È il tipo di dettaglio che cambia il modo di vivere la barca. A completare il quadro, passerella a scomparsa e luci subacquee: soluzioni pratiche, integrate con discrezione, come si conviene a uno yacht di questa categoria.
Tra un cocktail e una manovra perfetta
Al centro, il pozzetto è pensato per socializzare senza rinunciare alla pulizia delle linee. Divano a C, tavolo trasformabile in prendisole, bimini a scomparsa: tutto è dove serve, quando serve. E non manca l’attenzione al dettaglio “Falstaff-approved”: mobile bar, frigo, lavello, ghiacciaia. Perché l’eleganza, in fondo, passa anche da un Negroni servito alla giusta temperatura.
La postazione di comando è moderna, leggibile, quasi automobilistica nell’impostazione. I display di grande formato dialogano con joystick Volvo Penta e bow thruster elettrico, garantendo manovre precise e intuitive. A sinistra del parabrezza, la searchlight riporta alla mente Aquarama e Aquariva, sottolineando la continuità stilistica che attraversa le generazioni del marchio.
Notte a bordo, giorno a 40 nodi
Sottocoperta, l’atmosfera è luminosa e accogliente. L’openspace ospita una cucina completa, un bagno con box doccia separato e una dinette che si trasforma in letto matrimoniale. Il lucernario a prua e le finestrature laterali amplificano la luce naturale, rendendo lo spazio piacevole anche nelle soste notturne.
La spinta è affidata a due Volvo Penta D6 da 440 cavalli, per una velocità massima di 40 nodi e una crociera a 31. Lo stabilizzatore giroscopico Seakeeper NG6, di serie, contribuisce a un comfort elevato sia in navigazione sia all’ancora, rendendo l’esperienza sempre equilibrata.
Cento, per Riva, è una ricorrenza presa con leggerezza. Il resto è sostanza: una barca che continua a fare quello che Riva fa da cent’anni, senza bisogno di alzare il tono. Riva Cento non è difficile da desiderare, è semplicemente difficile da trovare: esiste in dodici esemplari. Un’esclusività naturale, quasi silenziosa, che non nasce dal prezzo ma dal numero. E che rende tutto il resto – il mogano, le linee, il tempo a bordo – ancora più piacevole da vivere.