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Lido di Gozzano

Lido di Gozzano
© Marco Benedetto Cerini

Distretto Turistico dei Laghi in Piemonte: attività outdoor, dove dormire e mangiare tra Lago Maggiore, Lago d’Orta e Ossola

Consigli di viaggio
Piemonte
Laghi

Tra laghi celebri e vallate meno battute, il Piemonte custodisce un territorio capace di sorprendere a ogni curva. Un viaggio che alterna panorami, attività all'aria aperta e soste di gusto, ben oltre le immagini da cartolina.

Il Distretto Turistico dei Laghi, Monti e Valli dell’Ossola è una di quelle zone del Piemonte che si tende a semplificare troppo in fretta. Si pensa al Lago Maggiore, alle isole, alle ville, agli hotel affacciati sull’acqua. Tutto vero, naturalmente. Ma il territorio è più ampio di così e offre veramente molte possibilità. Il Lago d’Orta, le Valli dell’Ossola, il Mottarone, l’Alto Verbano, Domodossola, Bognanco, borghi, alpeggi, sentieri, strade storiche e località di montagna che lavorano sempre di più anche fuori dalla stagione sciistica. La parte interessante è proprio questa, in poco tempo si passa dal lungolago alla quota, da una passeggiata tra frazioni rurali a una zipline sospesa sopra il Lago Maggiore. È un Piemonte vicino a Milano e Torino, ma meno prevedibile di quanto sembri. E si presta bene a un weekend in cui movimento, ospitalità e tavola sono parti dello stesso viaggio.

Cosa fare: outdoor, cammini e attività tra lago e montagna

Per iniziare dal Lago d’Orta senza fermarsi subito alla sua immagine più classica, Ameno è una buona porta d’ingresso. Il Parco Avventura Le Pigne si trova in un bosco di castagni, querce e abeti e propone percorsi sospesi tra gli alberi, ponti tibetani, passerelle, liane e tirolesi. È un indirizzo adatto alle famiglie, ma non solo; funziona anche come tappa leggera per chi vuole inserire un’attività all’aria aperta in una giornata tra lago e campagna. Dalla Panchina Gigante del parco si guarda verso il Mottarone, una delle montagne simbolo della zona, punto di riferimento anche per chi ama le salite in bicicletta o le attività più panoramiche, e i percorsi del Parco del Mottarone.

Lido di Cannero Riviera
© Susy Mezzanotte
Lido di Cannero Riviera

Chi cerca una montagna accessibile tutto l’anno può salire verso Domobianca365, all’Alpe Lusentino, sopra Domodossola. Qui l’idea non è più quella della stazione sciistica usata soltanto d’inverno, ma di una località di quota che prova a vivere nelle quattro stagioni: trekking, bike park, parco avventura, sentieri e punti ristoro compongono un’offerta adatta a chi vuole muoversi senza organizzare una spedizione. La salita da Domodossola è breve, ma sufficiente per cambiare aria e prospettiva. Domodossola merita anche una sosta autonoma, soprattutto per il centro storico e per il Sacro Monte Calvario, raggiungibile con una camminata dal dislivello contenuto. Poco più in là, la Valle Bognanco apre un capitolo diverso: quello delle acque e dei trekking. Tra gli itinerari da tenere presenti ci sono la Via Stockalper, antico collegamento alpino, e il Giro dei Tre Rifugi in alta Valle Bognanco, pensato per chi vuole una giornata più strutturata. Dopo il cammino, ÒNIRO - Terme di Bognanco diventa una tappa sensata per un po’ di relax.

Valle Isorno
© Pier Maulini
Valle Isorno

Nell’Alto Verbano, invece, il paesaggio guarda il Lago Maggiore dall’alto. La Via Storica di Montagna della Linea Cadorna è una delle esperienze più interessanti per chi vuole unire cammino, storia e panorama. Trincee, mulattiere, boschi e affacci sul lago raccontano una pagina militare oggi trasformata in percorso escursionistico e cicloturistico. Si può percorrerne un tratto a piedi, oppure immaginare itinerari in mountain bike. Tra le deviazioni più originali c’è la Libreria Alpe Colle, a Trarego Viggiona, a 1.238 metri di quota, tra i monti Morissolo e Spalavera. Non è soltanto una curiosità da fotografare, ma un piccolo presidio culturale di montagna: libri, tavoli all’aperto, prodotti locali e birre artigianali. Ci si arriva dopo curve, boschi e salite, e proprio per questo la sosta ha un senso particolare. È una tappa che racconta bene una montagna dove si sale anche per fermarsi e guardare il lago da lontano.

Vista dal Morissolino
© Marco Benedetto Cerini
Vista dal Morissolino

Per chi vuole chiudere con un’esperienza più adrenalinica, la Lago Maggiore Zipline ad Aurano cambia completamente registro. Il volo corre per 1.850 metri da Pian d’Arla all’Alpe Segletta, sospeso a circa 350 metri di altezza. Dura poco più di un minuto, ma basta per vedere il Lago Maggiore da una prospettiva diversa da qualsiasi terrazza panoramica. È una tappa breve, molto scenografica, da inserire in una giornata nell’Alto Verbano insieme a una camminata, a un pranzo in quota o a un itinerario lungo la Linea Cadorna.

Lago di Ragozza, Valle Bognanco
© Marco Benedetto Cerini
Lago di Ragozza, Valle Bognanco

Dove dormire: basi strategiche tra Lago d’Orta e Lago Maggiore

Per esplorare il versante del Lago d’Orta, l’Hotel Cortese di Armeno è una base comoda e defilata. Si trova in una posizione utile per raggiungere Ameno, Orta San Giulio, il Sacro Monte, il Mottarone e l’Alto Vergante, ma senza restare dentro la parte più battuta del turismo lacustre. È una scelta adatta a chi preferisce dormire leggermente fuori dal centro, con la possibilità di muoversi in più direzioni durante la giornata.

Sul Lago Maggiore, invece, l’Hotel Belvedere San Gottardo a Verbania Pallanza ha un’impostazione più classica. Qui il punto di forza è la posizione: Pallanza resta una delle località più riconoscibili del Verbano, con il lungolago, i giardini, le ville e quella dimensione di villeggiatura che continua ad avere un peso nell’immaginario del Lago Maggiore. Dopo una giornata tra boschi, quota e attività outdoor, tornare a dormire sul lago permette di chiudere il percorso con un registro diverso, più urbano e rilassato.

Per chi cerca un soggiorno di fascia alta, il Lago d’Orta ha due indirizzi molto diversi: Villa Crespi, a Orta San Giulio, per un’esperienza più iconica e gastronomica, e Casa Fantini / Lake Time, a Pella, per un lusso contemporaneo, essenziale, affacciato sull’acqua. Sul Lago Maggiore, Pallanza ha nel Grand Hotel Majestic una base storica e scenografica, mentre Stresa resta il grande classico dell’ospitalità luxury con indirizzi come il Grand Hotel des Iles Borromées & Spa e Villa e Palazzo Aminta.

Dove mangiare: ristoranti, ristori e soste di territorio

La parte gastronomica del Distretto cambia molto a seconda della quota e del paesaggio. Intorno al Lago d’Orta il racconto passa facilmente dalla campagna alla tavola. L’Azienda Agricola Baragiooj, ad Ameno, è una sosta utile per riportare il discorso alla filiera: animali, latte, formaggi, lavoro agricolo quotidiano. È il tipo di luogo che aiuta a capire il territorio prima ancora di sedersi al ristorante. Sempre ad Ameno, il Ristorante MonteOro è una tappa coerente dopo una camminata o una mattinata al Parco Avventura Le Pigne. La sua posizione lo rende adatto a costruire una giornata senza spostamenti eccessivi: attività nel bosco, passaggio in azienda agricola, pranzo o cena nel territorio. È proprio questa vicinanza tra esperienza outdoor e tavola a rendere interessante la zona.

A Domobianca365, il Lusebar e i punti ristoro dell’Alpe Lusentino hanno un ruolo diverso, più legato alla montagna. Sono indirizzi di sosta e di rientro dopo un’attività. In un contesto come questo, il ristoro non è un dettaglio secondario, fa parte dell’esperienza tanto quanto il sentiero o la discesa in bici. Ci si ferma per bere qualcosa, mangiare, guardare il panorama e allungare il tempo in quota.

Ad Aurano, il Bar Ristorante La Batùa è collegato alla Lago Maggiore Zipline e intercetta un pubblico misto. La sua forza sta proprio nella posizione, tra partenza e arrivo dell’esperienza. Non è il ristorante da scegliere per isolarsi dal contesto, ma quello da inserire dentro un itinerario di quota. A Verbania Pallanza, il Ristorante Artis aggiunge una sosta più cittadina e conviviale. Dopo boschi, alpeggi, terme e zipline, tornare a tavola sul Lago Maggiore consente di chiudere il viaggio con un ritmo più disteso. Pallanza, da questo punto di vista, funziona bene come ultima tappa: restituisce l’immagine classica del lago, ma dopo aver attraversato anche il suo retroterra, le sue salite e le sue valli.



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