Pan Am torna a volare: la rinascita della Jet Age
Il mito Pan Am torna a volare: viaggi privati in Boeing 757 che riportano in scena la Jet Age, tra rotte storiche e comfort contemporaneo.
Dal 1927 ai cieli del 2025
Pan American World Airways nasce nel 1927 e per oltre sessant’anni è il simbolo del volo intercontinentale raffinato. Dall’Atlantico al Pacifico, i suoi aerei accompagnavano gli americani verso l’Europa della dolce vita e l’Asia delle nuove scoperte. Oggi quello spirito torna a brillare: Pan Am Journeys by Private Air ha riportato in cielo un Boeing 757 in livrea storica, decollato due volte nel giugno 2025 per un tour transatlantico di dodici giorni tra New York, Bermuda, Lisbona, Marsiglia, Londra e Shannon. A terra, hotel come il Savoy e il Rosewood Bermuda; a bordo, uniformi rétro, menù curati e sedute spaziose.
Non è il ritorno della compagnia di linea chiusa nel 1991, ma un revival su licenza ufficiale: il programma “Pan Am Journeys by Private Air” è ideato da Beyond Capricorn e operato da Bartelings (in partnership con Criterion Travel), sotto licenza di Pan American World Airways, LLC (“Pan Am Brands”) — il titolare dei diritti di proprietà intellettuale del marchio Pan Am. In altre parole: brand Pan Am autorizzato, aereo e operazione curati da partner specializzati nel private air.
Cosa succede a bordo
Il 757 Pan Am è configurato con 50 poltrone business reclinabili, dedicate a un numero ristretto di passeggeri. La cucina non porta la firma di uno chef stellato, ma resta fedele all’eleganza che ha fatto grande la compagnia: piatti raffinati, vini serviti con cura, e quella sensazione di essere parte di un club aereo riservato. È un ritorno al tempo in cui il volo era un piacere da assaporare, non un obbligo da attraversare di fretta.
Il revival non si ferma al tour inaugurale. Ad aprile 2026 è previsto “Tracing the Transpacific” un itinerario di venti giorni da San Francisco a Tokyo, Singapore, Darwin, Sydney, Auckland e Fiji, con soste in hotel come il St. Regis, il Savoy, il Peninsula e il Raffles. Il costo, per chi viaggia in coppia, è di circa 94.000 dollari a persona. Una rotta che richiama la grande espansione Pan Am sul Pacifico, quando collegare i continenti significava aprire mondi. Oggi lo stesso viaggio torna come avventura dal fascino rétro, arricchita da tutte le comodità contemporanee.
Quando Pan Am vendeva la Luna
D’altronde, Pan Am non si è mai limitata a collegare città. Nel 1969 lanciò i famosi biglietti del First Moon Flights Club: oltre 90.000 prenotazioni per futuri voli commerciali verso la Luna. Un’operazione visionaria, che più che un business era una dichiarazione d’intenti. Nessun passeggero è mai partito, ma l’idea restò come segno di un’epoca in cui volare significava credere che tutto fosse possibile.
Non era raro incontrare a bordo i Beatles, atterrati a New York nel 1964 proprio su un Pan Am, o vedere Jacqueline Kennedy immortalata sulle scalette di un Boeing diretto a Parigi. Liz Taylor, Frank Sinatra, Onassis: tutti hanno popolato i corridoi Pan Am di champagne e notorietà. E quando la compagnia introdusse il primo Boeing 747 nel 1970, offrì persino una lounge con pianoforte: più che un aereo, un salotto transoceanico.
Il fascino in uniforme
Il mito della compagnia si costruì anche grazie alle hostess, figure selezionate con criteri rigidissimi: età tra i 21 e i 27 anni, altezza compresa tra 1,57 e 1,75 metri, portamento impeccabile e lingue straniere indispensabili. Persino un pensionamento obbligatorio a 32 anni, che oggi fa sorridere ma contribuiva allora a quell’immagine di eterna giovinezza. Donne cosmopolite e colte, considerate ambasciatrici di stile: più che assistenti di volo, erano modelle del cielo, capaci di incarnare un’America elegante e desiderosa di aprirsi al mondo.
Non stupisce che oggi, oltre trent’anni dopo l’ultimo decollo, il nome Pan Am torni a risuonare. Non è soltanto un revival, ma la celebrazione di un’epoca in cui viaggiare era un rito sociale e la compagnia seppe creare uno stile e una classe che, ancora oggi, nessun’altra ha mai davvero eguagliato.