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Altagamma, Giovanna Vitelli eletta nuova Presidente

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Fondazione Altagamma
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Al centro del nuovo mandato il riconoscimento dell’alto di gamma come motore economico del Paese, la tutela dei mestieri del fare e il sostegno ai giovani talenti.

Cambio al vertice di Fondazione Altagamma. L’Assemblea dei Soci ha nominato Giovanna Vitelli presidente per il triennio 2026-2029. Alla guida del gruppo nautico Azimut|Benetti e già vicepresidente della Fondazione per il comparto nautico, Vitelli raccoglie il testimone da Matteo Lunelli, che ha guidato Altagamma negli ultimi due mandati. Contestualmente è stato rinnovato anche il Consiglio di amministrazione, con un significativo ingresso di nuove generazioni imprenditoriali.

Chi è Giovanna Vitelli

Laureata in Giurisprudenza, Giovanna Vitelli è presidente di Azimut|Benetti, leader mondiale nella produzione di yacht oltre i 24 metri da più di ventisei anni. Entrata nell’azienda di famiglia nel 2004, ne ha assunto la presidenza nel 2023, accompagnando il gruppo in una fase di forte crescita che lo ha portato a raggiungere 1,5 miliardi di euro di ricavi. Dal 2020 siede nel Consiglio di Altagamma.

Insieme lavoreremo per dare maggiore visibilità all’impatto delle nostre Aziende per il Paese, sia da un punto di vista economico, che sociale e culturale. Ci impegneremo inoltre per la tutela dei mestieri del fare, vero tema trasversale per la continuità del Made in Italy. Il settore dell’alto di gamma merita di essere riconosciuto come la locomotiva del nostro Paese.

Giovanna Vitelli

Presidente di Fondazione di Altagamma

Giovanna Vitelli

Presidente di Fondazione di Altagamma

Il piano 2026-2029

Il programma strategico che guiderà Altagamma nei prossimi tre anni si articola attorno a tre priorità principali.

La prima riguarda la promozione dei valori dell’eccellenza italiana, attraverso una maggiore valorizzazione del contributo economico, culturale e sociale dell’alto di gamma e un racconto più ampio dello stile di vita italiano nel mondo. Tra le iniziative previste figurano nuovi studi sull’impatto del settore e progetti dedicati alla manifattura d’eccellenza.

Il secondo pilastro è dedicato ai mestieri del Made in Italy e ai giovani. L’obiettivo è rafforzare il passaggio generazionale delle competenze, sostenere la formazione tecnico-professionale e valorizzare le professioni manifatturiere, in un momento in cui le aziende del comparto faticano a reperire figure specializzate.

Infine, il piano punta allo sviluppo del business, attraverso il consolidamento delle attività di ricerca e analisi, il rafforzamento delle relazioni istituzionali e una maggiore presenza nei mercati strategici e in quelli emergenti, dagli Stati Uniti all’India, passando per Arabia Saudita e America Latina.



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