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Andrea Orecchioni e La Scogliera Group: lo show restaurant dal Mediterraneo al mondo

Gourmet
Ristorante
Sardegna
Lusso

Nato a Porto Massimo nel 2005, il gruppo fondato da Andrea Orecchioni ha trasformato un angolo remoto dell'Arcipelago della Maddalena in un format di ristorazione esperienziale che oggi conta dieci destinazioni tra Sardegna, Liguria e Dolomiti. Ma La Scogliera guarda già oltre confine.

C'è qualcosa di volutamente controcorrente nel scegliere uno degli angoli più remoti del Mediterraneo come base per costruire un gruppo di ristorazione di lusso. Andrea Orecchioni lo ha fatto nel 2005, a Porto Massimo, nell'Arcipelago della Maddalena. Vent'anni dopo, La Scogliera Group conta dieci destinazioni, sette milioni di euro di fatturato e uno sguardo puntato su Roma, Venezia e — con ogni probabilità — su mercati internazionali ancora da svelare.

Andrea Orecchioni, CEO di La Scogliera Group
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Andrea Orecchioni, CEO di La Scogliera Group

FALSTAFF: Come nasce La Scogliera e perché proprio l'Arcipelago della Maddalena?
ANDREA ORECCHIONI: Ritengo che l'Arcipelago della Maddalena sia il punto di riferimento della Costa Smeralda. Per avviare un progetto di ristorazione di alto livello — ricreare una location super esclusiva e allo stesso tempo raggiungibile — quello era il luogo naturale. Da quella prima intuizione è nata La Scogliera.

Nel 2018 avete introdotto il format dello show restaurant, fondendo pranzo, musica e intrattenimento in un'unica esperienza. Com'è maturata l'idea e perché puntare sulla fascia diurna?
È nata dai viaggi. Quando giri il mondo vedi cose che negli altri Paesi esistono e da noi mancano — sulla Costa Smeralda non c'era nulla di simile. E poi sono convinto che il pranzo sia qualcosa che tutti sottovalutano: quando offri al cliente una location d'eccellenza, prodotti di prima qualità e la possibilità di rilassarsi con una bella musica, il risultato parla da solo. Questo format l'ho inventato nel 2018 e ci ha dato successo anno dopo anno.

Il 2025 si chiude con un fatturato di circa 7 milioni di euro e dieci destinazioni tra Sardegna, Liguria e Dolomiti. Qual è stato il risultato più significativo?
L'attore principale del gruppo è e rimane La Scogliera alla Maddalena. Le nuove location — la Liguria e la montagna — sono state avviate nel 2025 e stanno crescendo. A Santa Margherita Ligure, ad esempio, abbiamo una previsione di incassi molto solida. Ma il cuore del gruppo batte ancora in Sardegna.

Il vostro format funziona in contesti molto diversi tra loro. Come adattate l'esperienza a ogni destinazione?
Quando scelgo una città e una location, parto da ciò che la circonda. La cosa primaria è capire chi sono gli ospiti che frequentano quella destinazione, da dove arrivano, che mercato rappresentano. Guardiamo i brand alberghieri presenti in zona: dal brand capiamo il profilo dell'ospite, la nazionalità prevalente, e su quella base costruiamo il progetto. È un lavoro di analisi molto preciso.

Per il 2026 si parla di possibili aperture a Roma e Venezia. È confermato?
Da ottobre 2026 sono in valutazione alcune aperture. Sia Roma che Venezia sono possibilità concrete, ma siamo ancora in fase di studio. Ogni ingresso in una nuova città richiede la stessa attenzione che abbiamo sempre dedicato alle scelte precedenti. Per il 2027 stiamo invece valutando Capri, Porto Cervo, Taormina e il lago di Como.

E sul fronte internazionale?
Entro settembre uscirà qualcosa di nuovo. Stiamo valutando due mercati internazionali (America e Caraibi) di grandissimo rilievo per portare il nostro brand fuori dall'Italia. I dettagli, per ora, preferisco tenerli riservati.

Come descriverebbe La Scogliera Group riassumendola in una frase?
La Scogliera deve far sognare, deve essere accogliente e rapida nel realizzare i sogni degli ospiti. È già così in Sardegna. Voglio che lo diventi ovunque.



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