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© Armin Huber

A Bolzano torna BEAM, il summit che ridisegna l'hospitality europea

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Il 19 e 20 maggio Fiera Bolzano ospita la terza edizione di BEAM – Hospitality Gamechanger Summit. Sul palco Tyler Brûlé, lo chef stellato Andreas Tuffentsammer e i modelli altoatesini che stanno già riscrivendo le regole dell'accoglienza contemporanea.

Con oltre 38 milioni di presenze nel 2025 (+2,9% sull'anno precedente) e una stagionalità ormai distribuita su tutti i mesi dell'anno, l'Alto Adige è il territorio turistico più dinamico d'Europa. Non è un caso che proprio Bolzano torni a fare da quartier generale, il 19 e 20 maggio, alla terza edizione di BEAM – Hospitality Gamechanger Summit, l'appuntamento internazionale organizzato da Fiera Bolzano che dal 2023 — anno del debutto con il format «Mindset Matters» — riunisce albergatori, imprenditori, chef, designer e ricercatori del turismo intorno a un'unica domanda: come si costruisce, oggi, un'ospitalità capace di durare?

Lead the Shift: dal subire al guidare

Il tema scelto per l'edizione 2026, "Lead the Shift", è una presa di posizione netta. Non si tratta più di adattarsi al cambiamento ma di dirigerlo, trasformando le strutture ricettive in motori di evoluzione del comparto. Una prospettiva che si traduce nei BEAM Labs, cinque laboratori tematici dedicati alle sfide più urgenti dell'hôtellerie: dall'hotel come hub comunitario al foodservice come catalizzatore economico, fino alla finanza alternativa con il crowdfunding applicato ai progetti visionari.

I protagonisti sul palco

A dare corpo a questa visione, 18 top speaker internazionali e otto momenti di networking, tra cui una serata esclusiva il 19 maggio nella cornice di Castel Mareccio. Tra i nomi più attesi:

  • Tyler Brûlé, fondatore e direttore editoriale di Monocle, voce tra le più autorevoli sui trend globali del lifestyle
  • Vanessa Borkmann, capo ricerca del Future Hotel Innovation Network presso il Fraunhofer Institute di Stoccarda
  • Benjamin Adrion, fondatore di Viva con Agua e dell'Hotel Villa Viva, modello di business a impatto sociale
  • Nils Persson, Chief Marketing Officer di Visit Sweden
  • Andreas Tuffentsammer, nel 2011 il più giovane chef stellato Michelin di Germania
  • Sven Sallaerts, co-fondatore di Younique Concepts ad Amsterdam, che ha trasformato i suoi dipendenti in co-imprenditori

La lezione altoatesina

A tenere uniti i fili del discorso, una convinzione condivisa: il futuro dell'accoglienza si gioca sulle scelte consapevoli, non sugli aggiustamenti incrementali.
Manuela Pattis, responsabile Unità Innovazione di HGV Alto Adige, indica nei family business la chiave del modello locale:

La più grande innovazione è stata trasformare una semplice offerta di alloggio in un sistema integrato di qualità. I family business, con filiere decisionali corte e visione di lungo periodo, hanno favorito un'innovazione diffusa, radicata nel territorio ma capace di generare un posizionamento internazionale distintivo.

Sulla stessa linea Tuffentsammer, per cui l'identità culinaria regionale è molto più di gastronomia:

Unisce in modo naturale gastronomia, turismo e identità regionale. Soprattutto in tempi di crescente nazionalismo, può avvicinare le persone: quasi nulla unisce tanto quanto il mangiare insieme.

Lo slow living come nuovo lusso

Una visione che dialoga con quella di Angelica Galeazzi, founder de L'Angelica Corte Palazzina e tra le speaker dell'edizione: «Il vero lusso è quello dello slow living: nella cura autentica, nel tempo dedicato all'ospite e nella sensazione di sentirsi parte di una famiglia». In un comparto che ridefinisce a velocità sostenuta i propri confini — tra esperienza, territorio e innovazione — BEAM si conferma osservatorio privilegiato delle trasformazioni in atto.
I biglietti sono disponibili online.



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