In rifugio c’è più gusto: torna l'abbinamento escursioni e sapori
Dal 30 maggio riparte il calendario che unisce trekking, laboratori e degustazioni nei rifugi del Friuli Venezia Giulia. Venti appuntamenti tra Dolomiti e Alpi Carniche per raccontare il territorio attraverso aziende agricole, prodotti locali e cucina d’alta quota.
Tra sentieri, pascoli e cucine di montagna, torna anche quest’estate “In rifugio c’è più gusto”, il progetto diffuso che porta nei rifugi del Friuli Venezia Giulia produttori, degustazioni ed esperienze dedicate ai prodotti del territorio. Dal 30 maggio al 2 agosto il calendario coinvolgerà dieci rifugi e venti appuntamenti tra Alpi e Dolomiti friulane.
Un progetto per valorizzare il territorio
L’iniziativa è nata nel 2023 dalla collaborazione tra PromoTurismoFVG, AssoRifugi FVG e AgrifoodFVG con l’obiettivo di promuovere la montagna regionale attraverso le eccellenze a marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia”. Un format pensato per famiglie, escursionisti e appassionati di enogastronomia, che mette al centro sostenibilità, biodiversità e filiera locale.
Escursioni, laboratori e menu dedicati
Ogni weekend i rifugi ospiteranno aziende agricole, apicoltori, caseifici e produttori artigianali con laboratori gratuiti dedicati a farine, miele, zafferano, cereali, erbe aromatiche e vini di montagna. Il programma abbina l’escursione in quota a degustazioni e attività didattiche, mentre i rifugi inseriranno nei menu piatti preparati con i prodotti delle aziende ospiti.
Si parte dalla Carnia
Il debutto della stagione è fissato per il 30 e 31 maggio al rifugio Tita Piaz, in Val Lumiei. Sabato sarà protagonista Gelindo dei Magredi con un laboratorio sui cereali e la produzione della farina; domenica spazio allo zafferano coltivato a Majano dall’azienda Aurora Azzurra Gregorutti, con attività dedicate anche ai bambini.
Agosto chiude il calendario
Gli ultimi appuntamenti sono in programma l’1 e 2 agosto al rifugio Pradut di Claut, con laboratori dedicati ai grani antichi (azienda Buosi Ettore) e al mondo dell’apicoltura (Apicoltura Comaro). Un finale che conferma la vocazione del progetto: raccontare la montagna attraverso chi la coltiva, la cucina e la vive ogni giorno.