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Com'è PN1150, il nuovo spumante di Franz Haas

Spumante
Pinot Nero
Montagna
Metodo classico
Alto Adige

Il celebre produttore ha lanciato una bollicina pas dosé da uve Pinot Nero di un unico vigneto, a 1.150 metri d’altitudine. Falstaff Italia lo ha assaggiato per voi.

Vestito, come di consueto, di un’etichetta a firma di Riccardo Schweizer, PN1150, secondo metodo classico di Franz Haas è finalmente entrato a fare parte della gamma produttiva.

Il debutto, tenutosi presso il Manna Luxury Resort ai piedi del Parco Naturale del Monte Corno, è stato preceduto dall’assaggio del Pònkler a cui PN1150 è strettamente connesso. Entrambi sono infatti ottenuti da solo Pinot Nero, vitigno per cui Franz VII / senior (ora in azienda c’è suo figlio Franz VIII / junior) ha intrapreso, in trentacinque anni di attività, una sorta di sfida, arrivando a vinificare questa varietà in modo diverso, anno per anno, seguendo ipotesi e prove di coltivazione dei differenti cloni, facendoli affinare in modo differente, alla continua ricerca della perfezione. In uno degli ultimi incontri ci aveva detto di essere arrivato fino a 592 interpretazioni.

Considerato il padre del Pinot Nero dell’Alto Adige, Franz ha passato a febbraio 2022 il testimone a Maria Luisa Manna e ai figli Franz VIII e Sofia.

Da sinistra: Sofia, Franz VIII e Maria Luisa, oggi alla guida dell'azienda
© Franz Haas
Da sinistra: Sofia, Franz VIII e Maria Luisa, oggi alla guida dell'azienda

PN1150, dalle origini del vigneto all'assaggio

Il nuovo spumante proviene da un unico vigneto ad Aldino, selezionato da Franz nel 2012. In quell’anno decise di impiantare a 1.150 metri d’altitudine mezzo ettaro, ampliandolo 5 anni dopo con un altro ettaro. Fin dal primo appezzamento impiegò i cloni 777 e 828 di Pinot Nero, che riteneva idonei in base a precedenti esperienze positive in impianti tra i 600 e 900 metri d’altitudine.

Nel 2012 optò per questo luogo data la natura intatta di questa alta collina, l’assenza di inquinamento, la maggiore insolazione, quantificabile all’incirca in quattro ore di sole in più al giorno e, non ultimo, per l’esposizione del terreno a Sud e Sud-Est. Ad Aldino, rispetto ai vigneti di fondovalle, la fase vegetativa è posticipata di circa 5 settimane, consentendo di vendemmiare la base spumante nella prima metà di ottobre. Lì il clima ricorda quello di 100 anni fa a valle.

Dopo una raccolta manuale dei grappoli in vendemmia, in cantina viene eseguita una pressatura soffice, per limitare l’estrazione di composti polifenolici. Lo spumante effettua 60 mesi di affinamento sui lieviti, giungendo alla sboccatura con un residuo zuccherino di 2 grammi per litro.

Com'è lo spumante PN1150

Ottenuto dalla vendemmia 2019, il PN1150 si presenta con un colore giallo paglierino, un perlage tanto persistente quanto fine, al naso apre con i frutti rossi tipici del Pinot Nero, che si ritrovano anche per via retrolfattiva, seguiti da una scia agrumata e da note di panificazione. Al palato spicca la verticalità, grazie all’acidità e alla sapidità derivanti naturalmente dall’altitudine, accompagnate da una giusta rotondità e cremosità, oltre che dalla lunghezza del sorso.

Pònkler, l'alter ego in quattro annate pari

Il Pinot Nero Pònkler è nato da una promessa fatta a Francesco Arrigoni, fraterno amico, da parte di Franz e Maria Luisa.

Le viti sono state piantate nel 2000 in un unico vigneto, un appezzamento circondato da boschi, a un’altitudine di 750 metri. La selezione di cloni francesi, l’elevata densità di viti e la bassa resa garantiscono a ogni vendemmia un’ottima qualità dell’uva. La vinificazione avviene in vasche aperte nelle quali il mosto in fermentazione entra in contatto con le bucce, con frequenti rimontaggi e follature. A fine fermentazione, la maturazione avviene in barrique per 12 mesi e in seguito all’imbottigliamento il vino affina per più anni in bottiglia.
Arrigoni, mosso da univoca passione per il vitigno, definì questa etichetta il “Pinot Nero con l’anima”.

Al debutto di PN1150, Pònkler è stato proposto in una degustazione verticale di quattro annate pari all'inverso, dalla più vecchia alla più recente: 2012, 2016, 2018 e 2020. La prima frutto di un’annata fresca aveva, nonostante gli anni trascorsi, un’evoluzione strepitosa, ancora bevibilità e armonia. La seconda con più corpo della precedente, era verticale, opulenta, risultando, per così dire, più mascolina. Il millesimo 2018, frutto di un’annata piovosa, era fragrante al naso con note frutta e di sottobosco, seguite da un’inflessione balsamica. Al palato aveva un assaggio armonico, con un ritorno delle note di sottobosco. La 2020 si presentava con un naso fragrante, che esaltava sentori di frutti di bosco. Al palato, un tannino dal percettibile potenziale di sviluppo, freschezza a equilibrare e un finale persistente.

La degustazione dei quattro rossi e del nuovo spumante, condotta da Franz junior assieme a Stefano Tiefenthaler - giovane enologo che lavorava a fianco del padre negli ultimi anni - ha reso evidente il filo conduttore che unisce tutti e quattro i Pònkler, per poi arrivare, come in un parallelismo, anche al nuovo PN1150.

Franz VIII e Stefano Tiefenthaler
© Franz Haas
Franz VIII e Stefano Tiefenthaler

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