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Cloud Dancer, la leggerezza del colore dell’anno 2026

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Un bianco sublime per trasmettere chiarezza ed equilibrio, è la nuova tinta proposta da Pantone per i prossimi 12 mesi. Eccola, raccontata dai designer e interpretata attraverso forme e materiali.

Un bianco sublime “contro il logorio della vita moderna”, così lo si potrebbe definire parafrasando lo slogan della celebre campagna pubblicitaria Cynar degli anni '60 e '70. Per il 2026 l’azienda statunitense Pantone propone la tonalità 11-4201 Cloud Dancer, «la cui presenza ariosa trasmette una sensazione di calma e pace, in un mondo rumoroso». Il bianco, dunque, come una sorta di antidoto contro la società frenetica del digitale, che stimola quella calma e riflessione necessarie a ritrovare la concentrazione.

In quanto somma di tutti i colori dello spettro luminoso, Cloud Dancer costituisce la base neutra più adatta a valorizzare e armonizzare tutti gli elementi costitutivi dell’interior design: spazi, materiali, volumi e texture. Gli stili più diversi trovano in questa “tela bianca” un equilibrio di armonie che annulla i contrasti ed esalta la qualità dei prodotti, dai complementi agli arredi fino alle grandi superfici e volumi.

Dal punto di vista progettuale il colore dell’anno riesce a realizzare ambientazioni serene, che integrano funzionalità ed emozione nel segno del benessere e della leggerezza, ma anche della sostenibilità, in abbinamento a materiali naturali o riciclati.
Falstaff Italia ha chiesto un commento sul colore 2026 a due studi italiani attivi nel mondo del design.

Le superfici Levante di Pastorelli
© Pastorelli
Le superfici Levante di Pastorelli

Declinare Cloud Dancer nell’interior design

«I colori chiari, neutri e naturali – sottolineano Aldo Parisotto e Massimo Formenton, dal loro studio Parisotto+Formenton Architetti – sono da sempre tra le cromie che prediligiamo ed utilizziamo più volentieri. Il colore 2026, nella sua ineffabile delicatezza, è affine alla nostra sensibilità. Il nostro studio ama molto muoversi in spettri monocromatici, in particolare declinando questo concetto attraverso un approccio monocromatico-polimaterico, in cui un’unica nuance è applicata al progetto attraverso la giustapposizione di materiali diversi, con finiture anche in accostamento contrastante, come lucido-opaco o rought-smooth». Un gioco "tattile", dunque, attorno alla medesima cromia.

Nel campo dei progetti residenziali, lo studio Pierattelli Architetture ha recentemente ricercato una base cromatica che esaltasse luce e materiali, favorendo calma e profondità negli spazi. Per il responsabile, Claudio Pierattelli, «il colore proposto da Pantone per il 2026, una nuance di bianco etereo e arioso, rispecchia esattamente questa ricerca: la tonalità amplifica la luce naturale e produce una sensazione di apertura e rilassatezza». Elementi che per il professionista sono fondamentali negli spazi residenziali e adibiti all’accoglienza. «La sua versatilità la rende protagonista degli interni, bilanciando tradizione e contemporaneità. Possiamo dire che è la tonalità ottimale per garantire equilibrio e benessere».

Non solo bianco

Per il 2026 Pantone non ha pensato soltanto una tinta, bensì propone anche una serie di palette complementari. Sette “storie” di colore, che evocano altrettante atmosfere:

  • Atmospheric
  • Comfort Zone
  • Glamour & Gleam
  • Powdered Pastels
  • Tropical Tonalities
  • Light & Shadow
  • Take a Break

Giocare con la dinamicità

La tonalità Cloud Dancer è capace di ispirare ambienti che accolgono, rilassano e allo stesso tempo sorprendono, grazie al dialogo profondo tra materia e colore, che molti designer hanno interpretato attraverso un gioco di movimento e dinamica. Ne è un esempio il tavolo Brick 143 di Gervasoni, disegnato da Paola Navone con geometrie essenziali e finiture ricercate. Il piano, rettangolare, è sia in marmo di Carrara che in pietra lavica levigata, mentre le gambe, in porcellana bianca e sabbia vulcanica, sono composte da cilindri torniti a mano, tutti diversi che, come tanti anelli infilati uno sull’altro, sembrano in un equilibrio instabile.

Le sedute di Ludovica Mascheroni, dal design curvilineo ed ergonomico, hanno un telaio in acero e un rivestimento in pelle, senza soluzione di continuità fra base e schienale per valorizzare materiali e finiture artigianali. Ogni elemento è studiato per accogliere il corpo in modo naturale e la palette neutra si declina in ogni tipo di spazio.

Per la lampada a sospensione Clizia Mama non Mama di Slamp, Adriano Rachele ha immaginato una realizzazione a mano attraverso un sistema di incastri. Il delicato effetto a petali crea continui giochi di luce ed è replicato anche nella versione applique, da tavolo e a parete/soffitto.

Nel letto imbottito Joy di Bolzan, il cui design è firmato da Zanellato/Bortotto, la testiera è integrata a un giroletto avvolgente, mentre il contrasto con le gambe sottili e geometriche crea un equilibrio di volume e leggerezza.

Per quanto riguarda i sistemi di rivestimento, le boiserie della collezione Déco - Moove.Urban Pop, in legno e tecnopolimeri, crea superfici ispirate alle geometrie contemporanee di quattro ponti internazionali, con effetti di luce e ombra che esaltano qualsiasi ambiente.

La nuova collezione di superfici Levante di Pastorelli, in gres porcellanato con tecnologia 3D Studio, crea l’effetto di una materia in movimento che si lascia attraversare dalla luce e dall’aria. La tonalità "Pure" prende a ispirazione dagli scogli modellati dal vento e dal mare, così la luce gioca con i dettagli della superficie, creando vibrazioni sottili e preziose.

Geografia di Lithea, design di Martinelli Studio, forma sulla parete un reticolo modulare di lastre quadrate in cui è scolpito tridimensionalmente il rilievo stilizzato del suolo e dei fondali, con particolare richiamo al territorio della Sicilia. La combinazione random delle lastre crea disegni sempre diversi che trasmettono un effetto dinamico. E in abbinamento c’è la collezione Arcipelago, con tavolo, sgabello e due tavolini.

Geografia di Lithea, con design di Martinelli Studio
© Bartuccio Nino per Martinelli Studio
Geografia di Lithea, con design di Martinelli Studio

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