FOOD&SPA - Jumeirah Capri Palace, l’arte del soggiorno tra bellezza e ossessione
A volte un hotel non è un hotel. È un’idea platonica di soggiorno, un luogo che si muove in bilico tra bellezza estrema e ossessione per il dettaglio. Il Jumeirah Capri Palace – nome lungo, reputazione ancora più lunga – è questo tipo di posto. Nel cuore di Anacapri è la dimostrazione che l’ospitalità può essere un gesto culturale.
Sotto la guida di Ermanno Zanini – oggi anche Regional Vice President per il Sud Europa e Regno Unito – il Capri Palace non si limita a ospitare il bello: lo produce. Le stanze ospitano una collezione d’arte che non teme i nomi: Hirst, LeWitt, Pomodoro. Le nuove suite firmate Patricia Urquiola rielaborano l’identità dell’isola in chiave sensoriale: forme accoglienti e mai compiaciute. Passeggiando tra gli ambienti comuni si ha la sensazione di attraversare un atlante visivo dove arte, architettura, gastronomia e benessere parlano la stessa lingua. Una lingua fatta di texture, luce, proporzione. Qui non si viene per vedere Capri. Si viene per sentirla risuonare, in ogni superficie.
La Capri da mangiare, profuma di limone
Qui non si sceglie “un ristorante dell’hotel”, si entra in un sistema gastronomico che si estende fino al mare, dove ciascuna delle quattro cucine parla una lingua diversa.
Sotto la supervisione strategica dello chef Andrea Migliaccio, mente gastronomica del gruppo Jumeirah, e la regia operativa dell’Executive Chef Salvatore Elefante, ogni ristorante ha il proprio timoniere: Vincenzo Tedeschi guida con equilibrio la doppia stella de L’Olivo, Andrea Tombion firma la linea fusion ad alto impatto di Zuma Capri, Anna Vichi tiene in rotta Il Riccio con mano esperta e radicata, mentre Nicola Giovanni Maiello orchestra i sapori di aMaRe Capri, dove alici, agrumi e frutta secca raccontano una Capri più quotidiana, ma mai banale.
I signature dishes:
All’Olivo, il consiglio è netto: tagliolini al limone con gamberi rossi, burrata, asparagi di mare e foglia d’ostrica. Un piatto che rischiava di essere troppo – e invece non lo è. Il limone sta fermo, non invade. La burrata non addolcisce, tiene. I gamberi rossi arrivano crudi, sapidi, precisi. E quella foglia d’ostrica, che detta così suona scenografica, in realtà è un finale sapido e vegetale, quasi iodato, che tiene tutto in asse.
Zuma Capri è un altro mondo, volutamente spettacolare. Lì si ordina l’astice con limone e caviale oscietra, ed è subito Tokyo con vista su Anacapri. Lussuria distillata in tre ingredienti, servita con precisione chirurgica e senso dello spettacolo. Un piatto verticale: fresco, salino, quasi laccato. Il limone qui è decorativo ma non solo, il caviale oscietra regala tensione e lusso, ma senza moltiplicare la retorica. L’astice arriva intero, destrutturato, ricomposto con eleganza chirurgica. È il tipo di piatto che fa rumore anche se mangiato in silenzio.
Spa | La medicina estetica con pedigree
La Capri Medical Spa non è solo la spa dell’isola. È la più importante della Campania e tra le più rilevanti del Sud Italia: punto. Qui non si va per rilassarsi con candele o insegue stereotipi da brochure. Ci si affida a Chantal Sciuto, dermatologa superstar e autrice di tutti i miracoli. Professionale, ma empatica ed elegante: è lei a far fare sprint alla pelle degli ospiti con rigore scientifico e mano su misura. Ecco i nostri consigli sui trattamenti.
I trattamenti signature:
BeautyCouture® con polilattico rigenerativo. La novità top-secret (ma oramai comprovata) è un trattamento anti‑aging rigenerativo che si avvale del polilattico, un biostimolatore di ultima generazione derivato dall’acido lattico. Il composto, già utilizzato in dermatologia estetica avanzata anche in Svezia e nel Nord Europa, lavora in profondità senza effetti immediati da “riempitivo”, ma con una progressiva ridefinizione del tono, della trama e del volume. Stimola fibroblasti, favorisce produzione naturale di collagene, migliora elasticità, idratazione e “densità dermica”, il tutto in modo graduale, non invasivo — pettinando la pelle anziché rimpolparla come palloncino. Le evidenze cliniche confermano risultati visibili fino a 2 anni, alta soddisfazione (oltre il 90 %) e protocolli affinati per sicurezza ed efficacia.
Leg School® – ginnastica vascolare da premio. La “Scuola delle Gambe” non è una trovata di marketing. È un trattamento che parte da una visione medica (Prof. Francesco Canonaco), è brevettato, sofisticato e – sorpresa – funziona. Si passa da fanghi vulcanici a bendaggi freddi, da bagni Kneipp alternati, a docce calde e fredde, fino a una linfodrenatura che lascia le gambe con una sensazione di leggerezza assoluta. Circolazione attiva, capillari più forti, tonicità, venature sciolte, cellulite che si ammutolisce.