Radisson: l'eleganza di arrivare prima
Dal Midwest alla regia cinese, il gruppo cresce in Italia seguendo i flussi, non le mode.
C'è un modo molto italiano di pensare l'ospitalità: credere che basti essere nel posto giusto. Poi arrivano gruppi come Radisson Hotel Group e, con una discrezione quasi irritante, dimostrano che il punto non è dove sei, ma quando e perché ci arrivi. Il paradosso è tutto qui: una catena oggi controllata dal gigante cinese Jin Jiang International che si muove nel mercato italiano con più misura, e spesso più lucidità, di molti operatori locali. Non invade. Non interpreta. Si inserisce. E, soprattutto, resta.
Da Minneapolis a una nuova grammatica
Radisson nasce nel 1909 a Minneapolis. Una storia lunga, solida, anche un po' prevedibile. Fino al 2014, quando l'ingresso nell'orbita di Jin Jiang trasforma il gruppo in qualcosa di diverso. Non più un brand che cresce, ma una struttura che si riposiziona. La sede operativa si consolida in Europa, il sistema si articola fra Collection, Blu e Red. Oltre 1.320 hotel in 95 paesi. Ma il punto non è quanti. È dove.
Italia: da comparsa a laboratorio
In Italia, fino a pochi anni fa, Radisson era poco più di un nome nel sistema di prenotazione. Poi qualcosa accelera. Nel giro di sei anni, gli hotel diventano circa 20. L'obiettivo: 30 entro il 2027. Ma ridurre tutto a una crescita numerica è un modo elegante per non capire. La vera questione è la scelta dei luoghi. Ci sono le città inevitabili, Milano, Roma, Venezia, ma il segnale più interessante arriva altrove: Bergamo, Napoli. E soprattutto il Lago di Como, destinazione già satura di desiderio e concorrenza feroce. Radisson non evita i contesti complessi. Li usa.
A raccontare questo percorso è Mauro Vinci, Vice President Business Development e Managing Director Italy di Radisson Hotel Group.
L'Italia è oggi uno dei vostri mercati più dinamici. Crescita opportunistica o strategia strutturata?
L'Italia rappresenta per noi un mercato prioritario, al centro di una visione di lungo periodo. Il nostro ingresso nel 2018 è stato guidato da un posizionamento chiaro, focalizzato sui segmenti lifestyle e lifestyle luxury attraverso il brand Radisson Collection. Nei primi due anni abbiamo firmato quattro strutture a Milano, Venezia e Cortina, grazie a partnership con importanti investitori assicurativi e finanziari. Abbiamo adottato strutture contrattuali flessibili in un mercato noto per le elevate barriere all'ingresso. L'Italia è un pilastro chiave della nostra crescita europea.
Trenta hotel entro il 2027: traguardo o fase intermedia?
Una tappa intermedia all'interno di un percorso ben più ampio. Già quest'anno prevediamo tre aperture Radisson Collection a Como, Napoli e Roma, e stiamo rafforzando il brand Radisson Blu a Bergamo, Firenze, Milano e Roma. Ci distinguiamo per un posizionamento che combina scala globale, innovazione tecnologica e approccio operativo fortemente integrato. L'utilizzo di piattaforme digitali avanzate ci consente di ottimizzare le performance, mentre il coinvolgimento diretto nella gestione delle strutture è un elemento distintivo per gli investitori.
Firenze, o l'arte di non stare al centro
A Firenze, città che vive di identità fino quasi all'eccesso, Radisson introduce il concetto di urban resort. Il Radisson Blu Hotel Florence conta 304 camere e suite, molte affacciate sulle colline toscane. Con 1.500 mq per meeting ed eventi, 15 sale modulari, una ballroom da 452 mq per 450 persone, è una delle più grandi strutture congressuali della città. Poi c'è il resto: spa, piscina all'aperto, campi da tennis, parco giochi con piscina per bambini e giochi d'acqua. La posizione, a sud della città, è una scelta più intelligente che scenografica: meno cartolina, più respiro.
Il gusto come architettura dell'esperienza
La ristorazione evita due errori tipicamente italiani: la nostalgia forzata e l'internazionalità senza accento. In cucina c'è Enrico Lo Presti, formatosi con Ducasse e Paracucchi, passato dallo Splendido di Portofino al Bernini Palace di Firenze: hotellerie di lusso e rispetto della materia prima nel DNA. Il Bertarelli esalta l'eccellenza toscana con ingredienti locali e stagionali. La Primavera accompagna l'intera giornata con proposte vegetariane, vegane e gluten-free, perché il viaggiatore contemporaneo non è un blocco monolitico. D'inverno, il Lobby Lounge Bar offre l'aperitivo al camino. D'estate, La Veranda trasforma il tramonto toscano in un rituale sociale.
Il lusso contemporaneo non è più una questione di pinpoint geografico. È la consapevolezza che nelle sedici ore in cui non stai visitando monumenti, hai diritto di stare bene. Radisson Blu Florence non compete con il Ponte Vecchio. Ti dice: domani lo andrai a vedere, ma stasera goditi questo tramonto, questa piscina, questo silenzio.