Toscana e lusso agricolo: la nuova stagione de Il Falconiere Relais & Spa
Tra certificazioni di sostenibilità e agricoltura d'avanguardia, la dimora di Silvia Baracchi a Cortona ridefinisce il concetto di lusso responsabile.
Non è una semplice riapertura stagionale. Per Il Falconiere Relais & Spa, il 2026 porta direttamente l’accoglienza di lusso verso la responsabilità agricola. Sotto la guida di Silvia Baracchi, la dimora seicentesca alle pendici di Cortona accelera verso la certificazione di sostenibilità, trasformando la filosofia del "km zero" in un asset strutturale.
Una casa, prima ancora che un relais
Tutto ebbe inizio, come spesso accade nelle grandi storie, quasi per caso. La madre di Silvia aprì una sala da ballo. I clienti avevano fame. Si cominciò col cucinare cose semplici, per necessità più che per vocazione. Poi, quando la gestione della locanda diventò troppo onerosa per i genitori, Silvia e il marito ne presero le redini. Con lui ristrutturò quella vecchia casa di campagna alle pendici di Cortona, con l'idea di farne un posto dove stare bene, mangiare bene, e capire cosa vuol dire vivere in questo angolo di Toscana.
Oggi Il Falconiere Relais & Spa è membro di Relais & Châteaux, il ristorante ha una stella Michelin, la cantina è un vanto. Ma, l'impressione, arrivando, è quella di essere ospiti in una casa privata dove qualcuno cucina molto bene. Merito di Silvia Baracchi, chef e proprietaria, figura istrionica e concreta, incapace di separare il lavoro dalla passione. La sua cucina nasce da ciò che la tenuta produce: i vini Baracchi, gli ortaggi dell'orto, i prodotti del territorio cortonese. Con la stagione 2026 arriva anche un orto verticale che alimenta direttamente la cucina, con raccolta quotidiana e filiera cortissima: dal terreno al piatto senza intermediari. L'orto è visitabile, parte dei percorsi "Garden & Kitchen" che guidano gli ospiti dal raccolto alla tavola. Una scelta tecnica per ottimizzare le risorse idriche e garantire un controllo totale sulla filiera.
Cortona e la Toscana meno battuta
Il Falconiere è già di per sé una destinazione, se si cerca tranquillità corredata da ottima cucina e wine experience. Però è anche un buon punto di partenza per una Toscana "laterale".
Cortona non è stata ancora scoperta (per fortuna!) dal turismo di massa: arroccata a 600 metri sul livello del mare, al confine tra Toscana e Umbria, offre un accesso privilegiato a un'area ancora in parte ignota: il Lago Trasimeno è a mezz'ora, per scoprire la pesca tradizionale e gli itinerari slow di Castiglione del Lago. Arezzo, con i suoi cicli di affreschi di Piero della Francesca, a quaranta minuti. Per gli amanti dell’enoturismo, la tenuta è il perno di un triangolo d’oro che unisce la DOC Cortona (regno del Syrah) alla vicina Montepulciano e ai calanchi della Val d’Orcia.
Dentro Cortona stessa, il Museo dell'Accademia Etrusca conserva tra i bronzi etruschi meglio documentati d'Italia, e la chiesa di Santa Maria Nuova, fuori le mura, è uno dei capolavori minori del Rinascimento toscano, ma soprattutto, quasi sempre è deserta.
Il vino: anima "ardita" della tenuta
Prima ancora dell’ospitalità, però, c’è stato il vino. “Ardito” si chiamava il primo. E si produce ancora. Ecco emergere la passione per la falconeria, il carattere indomito dei rapaci e quello dei vini. Ancora oggi, nella Baracchi Winery, guidata da Benedetto Baracchi e cresciuta anche grazie alla collaborazione con Riccardo Cotarella, si legge quella stessa tensione: rispetto del territorio e desiderio di spingersi un passo oltre, come dimostrano le sperimentazioni sugli autoctoni spumantizzati, Sangiovese e Trebbiano. Le esperienze proposte vanno dalla degustazione tecnica ai programmi Wine Immersion di uno, tre o cinque giorni, con incursioni in vigna e approfondimenti sulla denominazione Cortona, ancora relativamente poco esplorata rispetto alle grandi DOCG regionali.
Benessere etrusco e restyling funzionale
L'ospitalità si evolve anche negli spazi con il restyling della Winery Master Suite. Il design qui si fa funzionale: volumi ridisegnati, materiali naturali e una continuità visiva con la cantina. All’esterno, la vasca idromassaggio privata si affaccia sulla Valdichiana, offrendo quella sintesi tra privacy e territorio che il viaggiatore contemporaneo richiede.
Il cerchio si chiude alla Thesan Etruscan Spa: i rituali estraggono i principi attivi dall'olio e dal vino prodotti in azienda, chiudendo quel ciclo produttivo che rende Il Falconiere artefice di sé stesso.
Il Falconiere vuole essere molte cose insieme, ma coerenti: tenuta agricola, rifugio gastronomico, luogo di apprendimento, spazio di benessere. E soprattutto casa.