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Overtourism: come combatterlo da turista

Viaggio
Sostenibilità
Overtourism

Guida pratica per un turismo che rispetta destinazioni e comunità.

Le Isole Faroe chiuse per manutenzione ambientale. O l'appello del Jackson Hole Travel & Tourism Board in Wyoming – "Sorry, Instagrammers. You are ruining Wyoming" – contro il geotagging selvaggio, sono campagne di marketing potenti quanto il messaggio che sottintendono.

L'overtourism, la pressione eccessiva del turismo su determinate destinazioni, è una realtà complessa. Una ricerca Booking.com (2024) rivela però una crescente consapevolezza: il 53% dei viaggiatori globali considera l'impatto dei propri viaggi, l'84% riconosce l'importanza della sostenibilità. Questa consapevolezza va tradotta in azioni. Mitigare l'overtourism non è solo compito di destinazioni e operatori.

Anche noi viaggiatori abbiamo un ruolo cruciale; ecco come possiamo fare la differenza.

Pianificare con consapevolezza e curiosità

Il turista da social non cerca l'esperienza. Vuole solo fotografarla. Non ama la scoperta o la sorpresa. Ma vuole soltanto replicare quello scatto che hanno già visto milioni di persone. Il viaggiatore consapevole si informa, cerca le rotte meno battute. È curioso: pianifica la meta nei dettagli, ma è sempre pronto a farsi sorprendere da quel che incontra durante il viaggio.
Per farlo, bisogna consultare blog di viaggio responsabili, guide locali o chiedere consiglio a chi c'è già stato per scoprire gemme nascoste, quartieri meno battuti ma altrettanto affascinanti. Questo non solo arricchisce l'esperienza, ma alleggerisce la pressione sui soliti noti.

Studiare un itinerario basato sui propri interessi ma anche lasciarsi sorprendere da un viaggio "alla scoperta".
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Studiare un itinerario basato sui propri interessi ma anche lasciarsi sorprendere da un viaggio "alla scoperta".

Evitare i picchi stagionali

Viaggiare in bassa o media stagione è strategico. Destinazioni come le Cinque Terre, Venezia, o le costiere più note, offrono esperienze migliori e minor impatto nei periodi meno affollati. I benefici: meno folla, fruizione migliore, tariffe spesso più accessibili, maggiore interazione locale. Diverse destinazioni, dalle Dolomiti che promuovono l'autunno per il foliage, a città come Kyoto che valorizzano la primavera al di fuori della settimana dei ciliegi in fiore, incentivano attivamente la destagionalizzazione.

Fuori stagione non significa meno bellezza o meno esperienze da vivere.
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Fuori stagione non significa meno bellezza o meno esperienze da vivere.

Privilegiare una mobilità a basso impatto

La scelta del mezzo incide sull'impronta ecologica. Un volo a corto raggio può emettere circa 255 g di CO2 per passeggero/km, contro i circa 14 g del treno. I treni notturni europei sono un'opzione sostenibile per lunghe tratte. Giunti a destinazione, optare per la mobilità dolce – spostamenti a piedi, bicicletta (approfittando delle reti ciclabili in espansione in tante città italiane ed europee), o l'utilizzo capillare dei trasporti pubblici locali – non solo riduce le emissioni, ma favorisce una scoperta più immersiva e meno invasiva del territorio. Molte città offrono "city card" che integrano trasporti pubblici e ingressi a musei, ottimizzando anche i costi.

Bici, tram, autobus. Ma anche monopattini e taxi condivisi, tutto contribuisce a ridurre l'impatto sull'ambiente (e sul traffico).
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Bici, tram, autobus. Ma anche monopattini e taxi condivisi, tutto contribuisce a ridurre l'impatto sull'ambiente (e sul traffico).

Sostenere l'economia locale

Indirizzare le spese verso attività e prodotti locali sostiene le comunità. Questo si traduce nel privilegiare B&B familiari, agriturismi, alberghi diffusi (un modello virtuoso per la rivitalizzazione dei piccoli centri e il recupero del patrimonio edilizio esistente) o strutture con certificazioni ambientali (per esempio, Ecolabel UE, Green Key, Travelife).

Per i pasti, ricercare attivamente trattorie, osterie e ristoranti frequentati dai residenti, spesso garanzia di autenticità, piuttosto che catene internazionali o locali prettamente turistici. Lo stesso vale per gli acquisti: preferire prodotti artigianali e specialità enogastronomiche da produttori locali, mercati rionali o botteghe storiche, informandosi sull'esistenza di marchi di qualità locali o app che segnalano attività "resident-friendly".

I mercati rionali, l'essenza dellìimmersione turistica nella quotidianità locale.
© Deniz Şengül (Pexels)
I mercati rionali, l'essenza dellìimmersione turistica nella quotidianità locale.

Le piccole abitudini contano anche in vacanza

Le buone abitudini non vanno in ferie. È buona prassi portare sempre con sé una borraccia riutilizzabile, una tazza da caffè termica e una borsa per la spesa in tela o riutilizzabile. Rifiutare cannucce, posate e contenitori monouso quando possibile. Fare attenzione ai consumi di acqua ed energia nelle stanze d'albergo: spegnere luci e aria condizionata quando si esce, limitare il cambio biancheria.

Stoviglie e attrezzatura riutilizzabile aiutano l'ambiente e limitano i rifiuti.
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Stoviglie e attrezzatura riutilizzabile aiutano l'ambiente e limitano i rifiuti.

Rispettare luoghi, culture e natura

Il rispetto per luoghi, culture, ambiente è fondamento del turismo sostenibile. Prima della partenza, è doveroso informarsi su usi, costumi locali, eventuali codici di abbigliamento e norme di comportamento non scritte. Interagire con i residenti richiede sensibilità ed educazione: chiedere sempre il permesso prima di scattare fotografie alle persone è un segno di rispetto.
Nelle aree naturali, è imperativo seguire i sentieri tracciati, non lasciare alcuna traccia del proprio passaggio, non disturbare la fauna selvatica e non prelevare alcun elemento naturale (piante, rocce, sabbia, conchiglie). L'ispirazione può venire da codici di condotta promossi da destinazioni come la "Tiaki Promise" neozelandese o il "Icelandic Pledge", che invitano i visitatori a un impegno attivo e consapevole nella tutela del territorio.

Il rispetto per le persone e per la natura che ci circonda sono alla base del turismo.
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Il rispetto per le persone e per la natura che ci circonda sono alla base del turismo.

Adottare una mentalità da "custode temporaneo"

Un cambiamento di prospettiva può fare una grande differenza: considerare sé stessi non come semplici consumatori di una destinazione, ma come suoi "custodi temporanei". Questo approccio implica un impegno intrinseco a informarsi sulle specificità e fragilità del luogo che si visita, ad ascoltare le esigenze della comunità locale e a compiere ogni scelta – dalla più piccola alla più grande – con la consapevolezza che il proprio passaggio lascerà un'impronta. È un invito a viaggiare con l'intenzione non solo di prendere, ma anche di comprendere, rispettare e, idealmente, contribuire alla preservazione del valore unico di ogni territorio.


 

Alessandro Ricci
Alessandro Ricci
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