Marilisa Allegrini accelera: 11,1 milioni e nuovo corso
A due anni dalla nascita del nuovo Gruppo, Marilisa Allegrini consolida la crescita con 11,1 milioni di fatturato, spinta dal mercato italiano, mentre prosegue il piano di investimenti tra Veneto e Toscana.
Quello del vino è un settore dove l’eredità è un fattore diffusissimo. Moltissime realtà vitivinicole procedono nel tempo grazie alla trasmissione generazionale di terre e di conoscenza. La parola ‘eredità’ viene però spesso caricata di un peso quasi museale. Per Marilisa Allegrini, pioniera dell’Amarone e prima donna del vino italiana a conquistare la copertina di Wine Spectator, questo concetto ha preso una forma nuova, diventando un seme da piantare in un terreno indipendente. La genesi del suo Gruppo, nato ufficialmente due anni fa dopo la separazione societaria dai nipoti eredi di Franco e Walter Allegrini, si è rivelata fin da subito un atto di rifondazione. Durante l’ultima conferenza di bilancio, si respirava la consapevolezza di chi ha trasformato il proprio nome in un marchio globale, affiancata dalle figlie Caterina e Carlotta in un percorso duale Veneto-Toscana.
Siamo nati solo due anni fa, quindi per noi è importante mantenere la consapevolezza di dove eravamo allora e di dove siamo ora e di dove vogliamo arrivare.
Marilisa Allegrini
Marilisa Allegrini
I numeri di un biennio in corsa
Il bilancio di questo primo biennio restituisce l’immagine di una realtà capace di muoversi con rapidità nonostante le incertezze dei mercati globali e quelle sfide esterne che, in più occasioni, hanno costretto la proprietà a rivedere piani e priorità. I numeri dicono che il percorso è solido: dai 10,5 milioni di euro di fatturato del 2024 ecco gli 11,1 milioni nel 2025. Un dato che colpisce riguarda la risposta del mercato italiano, cresciuto di oltre il 20%. Questo balzo in avanti si deve in gran parte all'accoglienza riservata ai vini di Villa della Torre, segno che il pubblico ha riconosciuto immediatamente l’identità e il valore del nuovo corso veronese. L'export continua a essere il pilastro fondamentale, coprendo il 57% delle vendite, con una presenza internazionale che garantisce stabilità e prestigio al brand.
Marilisa Allegrini commenta:
La crescita non era quella che volevamo ma visto il momento storico va bene così siamo soddisfatti. Vogliamo fare crescere la percezione del brand complessivo.
Investire sulla terra e sull’innovazione
L’espansione del Gruppo passa attraverso investimenti e una fiducia nel mattone e nella terra che sembra andare in controtendenza rispetto alla prudenza di molti competitor. A Bolgheri, il cantiere per la nuova cantina di Poggio al Tesoro è nel pieno dell’attività: due milioni di euro stanziati per ultimare la struttura entro la fine del 2026, a cui si aggiunge un altro milione investito in tecnologie e attrezzature di precisione. Parallelamente, a Montalcino, la tenuta di San Polo sta beneficiando dei fondi del PNRR per un ampliamento strutturale che renderà la cantina ancora più efficiente e sostenibile. Questa spinta verso l’innovazione è supportata da una digitalizzazione spinta, affidata alla visione di Claudio Onorati, che sta portando l’intelligenza artificiale all’interno dei processi aziendali per gestire con lucidità la complessità di proprietà così diverse tra loro.
Il "Grand Tour" della diplomazia culturale
Un capitolo centrale di questa strategia è l’ospitalità, intesa come una forma di diplomazia culturale. Marilisa Allegrini, nominata Cavaliere del Lavoro nel 2020, ha costruito un modello che lei stessa definisce un "mini Grand Tour" del vino. L’idea è quella di offrire ai molti clienti internazionali un percorso che unisca le proprietà in un unico racconto. Caterina sta portando avanti con decisione la collaborazione con Palazzo Te a Mantova: l’obiettivo è creare un legame indissolubile tra l’arte del Giulio Romano e l’accoglienza di Villa della Torre, portando chi visita il palazzo direttamente nel cuore della Valpolicella attraverso eventi e iniziative che mescolano enogastronomia e storia. Intanto, Carlotta lavora affinché Le Sondraie diventi a tutti gli effetti la "casa di Bolgheri", un punto di riferimento umano e un luogo di appartenenza per chiunque voglia respirare l’anima di quel territorio.
Nuovi linguaggi e anteprime di Vinitaly
La comunicazione stessa sta cercando strade meno battute. La scelta di produrre un podcast in quattro puntate con Mario Calabresi e Chora Media indica la volontà di raccontare la famiglia e il vino fuori dai soliti schemi tecnici, cercando un’empatia diretta con il pubblico. Anche sul piano produttivo le novità non mancano: l’imminente Vinitaly sarà il palcoscenico per il debutto di una nuova etichetta targata Peaks and Valleys, che recupera il metodo storico del Ripasso, eseguito una sola volta per preservare freschezza e bevibilità. Sarà un’anteprima importante, con il vino che verrà messo in commercio subito dopo la fiera.
Come spiega Caterina Allegrini:
A Vinitaly stand più grande con area wine bar ampliata e i nostri vini sono stati scelti anche per vari dibattiti che si terranno durante la fiera.
La forza di una squadra giovane
Tutto questo poggia su una squadra giovane e motivata. Settantadue persone con un’età media di poco superiore ai 39 anni, un dato che scende ulteriormente a 35 per le assunzioni previste nei prossimi mesi. Figure come il nuovo enologo di San Polo, Francesco Pezzati, incarnano perfettamente questo spirito di squadra che Marilisa rivendica con orgoglio. C’è la percezione di un gruppo che sta usando la propria storia come trampolino per saltare più lontano. La leadership femminile di Marilisa, Caterina e Carlotta emerge così in modo naturale, fatta di pragmatismo, investimenti coraggiosi e una visione che mette la cultura al centro. Il tempo della "nuova azienda" si è già trasformato nel tempo della maturità, puntando il timone dritto verso la prossima sfida.