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© Florian Andergassen

Alto Adige 2025: un’annata d’eccellenza

Vino
Alto Adige

Ottimi risultati per bianchi e rossi, con un picco qualitativo per le varietà autoctone e un Sauvignon definito dagli addetti ai lavori “da record assoluto”.

Il 2025 si profila come una grande annata per i vini dell’Alto Adige, capace di coniugare finezza aromatica e struttura. I primi riscontri portano bianchi freschi e fragranti e rossi intensi e longevi, frutto di un ciclo vegetativo favorevole ma tutt’altro che privo di insidie.

 

Gli inizi

Le basi dell’annata si sono poste con una primavera mite, che ha innescato una crescita rapida della vite. La fioritura, esplosiva anche in quota, ha anticipato i tempi e influenzato l’intero calendario produttivo. Le condizioni di giugno e luglio – tra sole e piogge ben distribuite – hanno poi favorito una maturazione lenta e uniforme, determinante per lo sviluppo aromatico.

© Florian Andergassen

Vendemmia: una fase decisiva

Il momento della raccolta si è rivelato il più delicato. La maturazione simultanea dei vitigni e le piogge intense hanno compresso i tempi, imponendo scelte rapide e precise. Ne è derivata una vendemmia complessa, gestita grazie a esperienza e impegno rigoroso, elementi decisivi per preservare la qualità delle uve.

Grazie a un rigoroso lavoro manuale nei vigneti e alla scelta giusta del periodo della vendemmia è stato possibile garantire una qualità dell'uva molto buona che ha ricompensato per gli sforzi dell'anno.

afferma Manfred Bernard, enologo della Tenuta|Cantina Convento Muri-Gres.

Un esito d’eccellenza

Nonostante le difficoltà, il risultato è sorprendente. I vini del 2025 si distinguono per precisione, eleganza e tensione acida. I bianchi mostrano profili snelli e vibranti, con una freschezza che ne amplifica la bevibilità; i rossi, invece, rivelano struttura, profondità e tannini dinamici, lasciando intravedere un interessante potenziale evolutivo.

© Alex Moling

Autoctoni protagonisti

A brillare con particolare intensità sono le varietà locali. Lagrein e Schiava segnano un’annata di alto profilo: il primo si distingue per colore e complessità, la seconda per fragranza e finezza tannica. Tra i bianchi, il Sauvignon emerge come caso emblematico, definito dagli esperti una vera “annata da record”, grazie a precisione aromatica e spiccata mineralità.

Un’annata che, tra tensioni climatiche e scelte decisive, restituisce vini capaci di raccontare il territorio con nitidezza e carattere, confermando l’Alto Adige tra le aree più dinamiche del panorama enologico italiano.



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