Kartell, l’arte familiare del fare industria – Intervista a Lorenza Luti
Kartell è una delle realtà più emblematiche nel mondo del design industriale.
Fondata nel 1949, l'azienda milanese ha saputo evolversi nel tempo, diventando sinonimo di ricerca, creatività e innovazione tecnologica. Oggi, Kartell continua a rivoluzionare il panorama del design, introducendo materiali e tecnologie all'avanguardia, e collaborando con alcuni dei più grandi designer internazionali.
Irene Forni: Kartell, storia di ieri e di oggi
Lorenza Luti: La storia di Kartell è davvero affascinante perché fonde la vita aziendale con quella della nostra famiglia. Kartell è stata fondata nel 1949 da mio nonno, Giulio Castelli, e fin dall'inizio l'obiettivo è stato quello di ricercare nuovi materiali, forme e finiture per creare prodotti funzionali ed esteticamente piacevoli. La sua intuizione rivoluzionaria è stata quella di portare la plastica, un materiale mai utilizzato prima in contesti domestici, nella produzione di oggetti quotidiani. Questo ha cambiato il volto del design, rendendo gli oggetti più pratici, colorati e divertenti, semplificando la vita quotidiana.
Nel dopoguerra, mio nonno decise di dare all'azienda un'impronta più internazionale per favorire la crescita oltre i confini nazionali. Con l'aiuto di mia nonna, una delle prime architette donne a Milano, l'azienda iniziò a sperimentare con materiali innovativi come il polipropilene, creando oggetti che, pur essendo semplici, erano pensati con grande attenzione al design e alla funzionalità.
Negli anni '70, Kartell ampliò la sua produzione, passando dagli accessori per la casa all'illuminazione e, successivamente, ai mobili in plastica, tra cui quelli per bambini, sviluppati con designer come Richard Sapper e Joe Colombo. Nel 1988, l'azienda passò nelle mani di mio padre, Claudio Luti, che proveniva dal mondo della moda, in particolare dalla Maison Versace. Il suo arrivo ha portato una nuova visione al brand, infondendo un amore per la perfezione e un raffinato senso estetico. Insieme a designer internazionali come Philippe Starck, Ron Arad, Antonio Citterio, Ferruccio Laviani, Piero Lissoni, Patricia Urquiola, Mario Bellini, Alberto Meda e Vico Magistretti, mio padre ha rinnovato l'approccio ai materiali, manipolandoli e arricchendoli per creare prodotti sofisticati ma sempre industriali.
Oggi, Kartell ha un catalogo ampio e variegato che spazia dall'arredamento domestico, alle sedie, all'illuminazione, agli accessori, fino ai prodotti per esterni. Ogni articolo è il frutto di un lavoro di squadra con i designer, che imprimono la loro creatività, dando vita a esperienze di design industriale che arricchiscono chi li possiede. Kartell non considera il design come un'opera d'arte, ma come un'industria che deve produrre oggetti coerenti, emozionanti e unici, capaci di aggiungere valore alla vita quotidiana.
Con oltre 140 paesi serviti e negozi monobrand in tutto il mondo, adottiamo una strategia di retail simile a quella della moda, mettendo in mostra i nostri prodotti per promuovere il brand. Negli ultimi trent'anni, abbiamo dato molta importanza al colore e alla trasparenza, riuscendo a far entrare i nostri oggetti in ogni tipo di casa, da quella più classica a quella più contemporanea.
IF: Quali progetti hanno contribuito al successo di Kartell?
LL: Indipendentemente dal progetto ciò che ha reso Kartell l’azienda che è oggi è l'innovazione. Tuttavia, possiamo tracciare i passi di questa evoluzione, a partire dall'introduzione di nuovi materiali, che negli ultimi trent'anni ha portato ad una vera e propria rivoluzione. Un esempio significativo è l'introduzione della trasparenza, che ha cambiato radicalmente il modo di concepire il design. Un'altra innovazione fondamentale è stata l'introduzione di tecnologie come il rotational molding che ha permesso di produrre, ad esempio, i primi divani industriali per la casa.
Ogni prodotto che realizziamo ha l’obiettivo di portare qualcosa di nuovo. La nostra produzione non è mai la stessa: ci adattiamo al know-how accumulato nel tempo per seguire la creatività del designer. Se un designer ha una visione, noi troviamo il modo di realizzarla, essendo estremamente elastici nel rispondere alle sue richieste e nell'introdurre nuove tecnologie.
Negli ultimi dieci anni, abbiamo concentrato i nostri sforzi sullo sviluppo di materiali sempre più sostenibili, investendo nella ricerca di materiali riciclati e biodegradabili, derivanti da fonti rinnovabili. Se in passato la ricerca si concentrava principalmente sulla tecnologia, oggi puntiamo a un equilibrio tra innovazione tecnologica e innovazione nei materiali.
Molti dei nostri prodotti hanno segnato tappe importanti nella storia del design. Tra questi possiamo citare la Sedia Piuma, la prima industriale realizzata con materiali di carbonio, passando poi a la poltrona Bubble Club, fino ad arrivare all'ultima lampada progettata da Philippe Starck, che sfrutta le tecnologie LED. Un’altra innovazione interessante è la Smatrik di Tokujin Yoshioka , che utilizza una tecnica di stampaggio 3D con il legno, un materiale solitamente non adatto a questa tipologia di lavorazione. In questo caso, abbiamo trattato il legno come facciamo con i materiali plastici, creando un design più morbido e curvato, con linee che seguono due dimensioni invece di una sola, come avviene normalmente con il legno.
Questa è una delle ultime innovazioni che stiamo sviluppando, insieme alla continua ricerca di nuovi materiali migliori, che ogni anno cerchiamo di scoprire e implementare.
IF: Kartell: arte o industria?
LL: Per noi, l'arte è un'opera unica, un unico pezzo. Quello che facciamo noi è prendere un disegno artistico e trasformarlo in un prodotto industriale, e riprodurlo in un numero elevato di pezzi. Un esempio che mi viene in mente è la libreria progettata da Ron Arad, che inizialmente era un'opera d'arte in metallo. Mio padre e il nostro capo tecnico l'hanno vista, e noi abbiamo trovato il modo di farla diventare un prodotto industriale, rendendola molto più accessibile. Così, un'opera d'arte diventa un oggetto di design industriale, che può essere prodotto in serie.
Per noi, il design è dare a tante persone un prodotto iconico, che abbia una personalità forte e che diventi un elemento collettivo. È vero che molti dei nostri designer sono considerati delle star nel mondo del design, ma ciò che ci interessa è che l'oggetto mantenga una forte identità e un'innovazione che possa arrivare a un pubblico ampio.
IF: La plastica è un materiale che ha segnato la storia di Kartell. Qual è l'approccio a questo materiale oggi e come è cambiato nel corso del tempo?
LL: Dal punto di vista del materiale plastico, c'è stata una grande evoluzione dal 1990 ad oggi. Abbiamo lavorato per rendere la plastica esteticamente più raffinata e qualitativamente migliore. Oggi trattiamo la plastica come se fosse vetro, con molteplici finiture, come la metallizzazione, che la fa sembrare metallo, o altri trattamenti che migliorano la sua estetica.
Un esempio importante è Componibile, un mobiletto disegnato da mia nonna Anna Castelli Ferrieri negli anni '60, che è ancora un bestseller. È emozionante vedere come un nostro prodotto possa accompagnare una persona per tutta la vita, evolvendo con il passare degli anni.
Inoltre, la plastica ci ha permesso di introdurre il colore in maniera più immediata e accessibile nelle case, cosa che con altri materiali come il metallo o il vetro sarebbe stata più difficile. Con la plastica, il colore è più semplice da ottenere, e questo ci ha permesso di rendere i nostri oggetti più versatili.
IF: Come nascono le collaborazioni con designer di fama internazionale?
LL: Parto dicendo che è molto importante che il progetto sia scelto dall'imprenditore. Per noi, la figura del direttore creativo è strettamente legata all'imprenditore, poiché c'è un investimento considerevole dietro ogni decisione. Mio padre ha sempre avuto un rapporto diretto con i designer, e credo che la relazione personale sia fondamentale per il successo del progetto. È importante essere sulla stessa lunghezza d'onda e capire le esigenze dell'azienda e del designer.
Lavoriamo insieme ai designer per migliorare e trovare la forma perfetta per ogni prodotto. Non imponiamo un brief rigido, ma diamo spazio alla loro creatività, cercando di integrare ogni nuova idea nel nostro catalogo.
IF: Kartell lavora con tanti materiali. Quali sono quelli più innovativi al momento?
LL: Lavoriamo con almeno 7-8 diversi tipi di materiali plastici, oltre a legno, ceramica e metallo. Oggi il nostro focus non è più solo la plastica, ma anche altri materiali innovativi che possiamo lavorare industrialmente. Ad esempio, abbiamo sviluppato una collezione di tavoli in ceramica con un fornitore italiano che ha realizzato una ceramica coloratissima e lucidissima, che non era mai stata prodotta in quella dimensione. Siamo sempre alla ricerca di nuove tecnologie e materiali che ci permettano di continuare a innovare.
IF: Qual è l'approccio di Kartell alla sostenibilità?
LL: La sostenibilità è sempre stata una priorità per noi, documentata fin dai primi esperimenti nel nostro museo, focalizzandoci principalmente sui materiali. Abbiamo un forte impegno ambientale che si riflette in ogni fase aziendale, dalla vita interna alla produzione finale. Per quanto riguarda i materiali plastici, usiamo alternative sostenibili e materiali riciclati, tra cui capsule di caffè e materiali provenienti dall’industria automobilistica ed elettronica. Utilizziamo anche materiali biologici e rinnovabili, con una continua ricerca per ridurre l’imballaggio e l’impatto dei trasporti.
Oggi, la sostenibilità è parte integrante del processo progettuale, coinvolgendo anche i designer fin dall'inizio. Stiamo sperimentando con l'intelligenza artificiale per ottimizzare l'uso dei materiali. Inoltre, la sostenibilità guida la scelta di tessuti, prototipi ecologici e materiali a basso impatto. Nel 2019, per il nostro settantesimo anniversario, abbiamo creato il nostro manifesto di sostenibilità, la Carta Last Planet, seguendo i punti dell’Agenda ONU 2030. Il nostro prossimo passo è realizzare un bilancio di sostenibilità.
IF: Le novità di Kartell per il 2025?
LL: Molte delle novità del 2025 saranno presentate in occasione del Salone del Mobile di Milano. Quest'anno, la nostra esposizione avrà come tema un po' l'atmosfera del nostro catalogo, che si chiama "Future", uno sguardo al futuro. Mostreremo tutti i nostri prodotti, un po' rivisitati, e li presenteremo come li vediamo noi, con i layout pensati per l'occasione. Nella parte centrale, invece, esporremo alcune delle nostre novità più interessanti come prodotti singoli, e presenteremo almeno una decina di nuove proposte. Alcune sono già pronte, altre sono ancora in fase di sviluppo, ma tutte saranno parte del nostro futuro prossimo.
Ci saranno diverse tipologie di novità: lanceremo due sedie molto belle, una delle quali è la mia preferita in assoluto, "Belvedere". In questa sedia si combinano una struttura in materiale plastico con una seduta e uno schienale realizzati in paglia. Questo contrasto tra un materiale contemporaneo e uno naturale e storico crea un connubio affascinante con un design molto elegante. È un esempio perfetto della tendenza di unire materiali diversi, e penso che sia una delle tante proposte più interessanti che presenteremo.
Inoltre, avremo nuove soluzioni di illuminazione, un imbottito rinnovato e accessori per la tavola, come sempre, tutti con le caratteristiche che ci contraddistinguono. In totale, presenteremo una decina di nuovi prodotti.