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Sauris: il borgo montano che "parla" tedesco e "pensa" italiano

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Un piccolo borgo di origini germaniche che, negli anni, si è aperto all’Italia e al mondo, trasformandosi nella meta gastronomica della Carnia, tra ristoranti e aziende agroalimentari, a 1200 metri d’altitudine

C’è solo il grido delle aquile a screziare il silenzio, liberatorio e rappacificatore, che avvolge il piccolo borgo di Sauris, assegnatario nel 2022 del premio Best Tourism Village dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO).  

Ma per capire come e perché un paesino della Carnia, situato all’estremità nord-occidentale del Friuli-Venezia Giulia, abbia meritato un simile riconoscimento, dobbiamo fare un passo indietro, partendo dalle sue origini – che tanto dicono anche sulla genesi di quelle che ora “etichettiamo” come tradizioni italiane. 

Stando alla leggenda, infatti, Sauris sarebbe stata fondata nel 1200 da due soldati tedeschi in fuga dai frequenti “focolai di guerra” che scaturivano in quella Germania che ancora faceva parte del Sacro Romano Impero: stanchi delle “impetuose vicissitudini”, avrebbero trovato qui, nella Valle del Lumiei, un luogo sicuro dove stabilirsi, isolato e difficile da raggiungere. 

E l’influenza germanica ancora si sente nelle voci che corrono lungo le strette ed impervie vie di questo piccolo borgo rurale, che si divide nelle frazioni “di sopra” e “di sotto”.  A Sauris, infatti, non si parla né friulano né italiano ma “saurano” (zahar sproche): una lingua minoritaria tedesca, particolarissima, simile ad alcuni antichi dialetti del Tirolo e della Carinzia
Ma a dispetto della lingua e delle radici storiche, Sauris ha saputo evolversi, legandosi – sempre di più – a quell’Italia “del bello e del buono”. 

Sauris, infatti, non è più il borgo emarginato dell’epoca, annidato fra le montagne ed “invisibile” ai più ma ora vive di connessioni, di relazioni con l’esterno.  È l’esempio di come saper guardare al di là delle “barriere” – geografiche, in questo caso – sia indispensabile per sviluppare una propria identità, che sempre si “nutre” di scambi e confronti.

Nonostante l’industrializzazione abbia portato ad un generico spopolamento delle montagne, infatti, quella saurana è una delle poche comunità a non essersi “sgretolata” e anzi, grazie allo spirito di unità si è ampliata, dando vita ad attività commerciali che oggi alimentano una fervida economia locale. 
Ecco allora che fra caratteristiche abitazioni che uniscono legno e pietra, si snodano accoglienti alberghi, aziende agroalimentari e ristoranti; realtà che hanno in comune il rispetto per il luogo in cui nascono.

 

Per un itinerario che esplora l’anima gastronomica del borgo, ora meta non solo per appassionati di trekking ma anche della “buona tavola”, alcuni indirizzi non possono mancare.

CUCINE IN QUOTA 

Ristorante Oro Nero
Affacciato sulle azzurre acque del Lago di Sauris, in località La Maina, il Ristorante Oro Nero segna, con distinta eleganza, il “nuovo passo” dell’offerta culinaria locale: dalle linee moderne, giocate sui toni dell’oro e del nero, vede una sala gestita con armoniosa precisione dalla maître Barbara Antonini, che racconta la cucina contemporanea del marito Andrea Pilo; cucina già “adocchiata” dalla Guida Michelin che parte dal territorio per aprirsi, con curiosità, all’Italia e al mondo.  

Ristorante Alla Pace
Inserito all’interno di un edificio secentesco e Bib Gourmand per la Rossa, conserva la storia saurana sia nell’architettura che nel menù, proponendo ottimi piatti della tradizione locale, quali i cjarsons alle erbe, il toc’ in braide e il goulash di cervo. Un luogo dall’atmosfera calda e rassicurante, dove il tempo scorre lentamente. 

Rifugio Eimblatribm
Tra “storie di caccia” e grappe artigianali, il Rifugio Eimblatribm – situato a 45 minuti a piedi da Sauris di Sotto - vanta un’ampia terrazza con vista sui boschi, dove godersi una birra fresca e assaggiare una buona cucina casalinga: da provare il frico di patate cotto sullo spolert, la tipica stufa a legna friulana. 

STORIE E PRODUZIONI DI MONTAGNA 

Prosciuttificio Wolf 
Visitabile su prenotazione e fondato nel 1862 dal norcino Pietro Schneider - soprannominato “Wolf” – è una delle realtà che più ha contribuito allo sviluppo economico e sociale di Sauris, garantendone una progressiva notorietà su scala nazionale. Il Prosciutto di Sauris IGP si distingue, infatti, per la lavorazione ancora artigianale e per la delicata affumicatura, realizzata a freddo a partire da legna di faggio.

Malga Alta Carnia 
A breve distanza dal Prosciuttificio, si trova Malga Alta Carnia, il sogno diventato realtà di Sebastiano Crivellaro, entusiasta stagionatore e affinatore di formaggi a latte crudo, provenienti dalle malghe circostanti. Uno scrigno di legno, dove le forme di formaggio “riposano” indisturbate, lasciando che il tempo ne scolpisca il profilo aromatico.

Birrificio Artigianale “Zahre Beer”
Situato a Sauris di Sopra, a 1400 metri d’altitudine, l’Agribirrificio “Zahre Beer” nasce dalla passione dei fratelli Sandro e Massimo Petris ed è stato uno dei primi in Italia ad utilizzare malto da produzioni proprie. Diversi gli stili birrai esplorati: American Pale Ale, Pilsen, Vienna Lager e altri, da degustare nell’attigua taproom, per il momento più atteso della giornata: l’aperitivo. 


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Kevin Feragotto
Kevin Feragotto
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