Trophy Prosecco: un successo tutto italiano
Il Prosecco è sinonimo di aperitivo, di stile di vita italiano e leggerezza. Non ha bisogno di occasioni speciali: il Prosecco si addice a ogni momento – ed è proprio questo il segreto del suo successo. La nostra Trophy lo dimostra: le eccellenze nascono in tutte le categorie.
Il Prosecco rappresenta uno dei grandi successi dell'export italiano, una vera e propria ambasciata enologica del Belpaese nel mondo. Ogni anno se ne producono quasi 800 milioni di bottiglie, di cui circa l'80% prende la via dei mercati esteri, raggiungendo tavole e calici dagli Stati Uniti al Regno Unito, dalla Germania all'Asia orientale.
Il primato mondiale dello spumante parla italiano
Di questa produzione complessiva, circa 660 milioni rientrano nella denominazione Prosecco DOC, mentre la quota rimanente si divide tra Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG e Asolo Prosecco Superiore DOCG. Un risultato che ha consacrato l'Italia come primo produttore mondiale di spumante, superando a pieni voti i cugini d'Oltralpe.
Conegliano Valdobbiadene, il cuore storico DOCG
Per comprendere davvero questo universo, occorre però distinguere con attenzione tra Prosecco DOC e Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. Le colline tra Conegliano e Valdobbiadene, a nord-ovest di Treviso, costituiscono il cuore storico della denominazione, un paesaggio tanto identitario da essere stato riconosciuto Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Qui i vigneti si aggrappano esclusivamente ai pendii, spesso con pendenze spettacolari che impongono il lavoro manuale e rendono questa viticoltura tra le più eroiche d'Italia. Soltanto gli spumanti ottenuti da queste zone possono fregiarsi della denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG.
Il terzo polo: Asolo Prosecco Superiore DOCG
Anche i vini provenienti dalle colline intorno ad Asolo portano il prestigioso sigillo DOCG: una produzione che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita significativa, ritagliandosi uno spazio sempre più rilevante nel panorama nazionale.
L'area di produzione del Prosecco DOC si estende tra due regioni – Veneto e Friuli-Venezia Giulia. Il Prosecco Superiore DOCG, invece, è circoscritto alle colline e ai pendii scoscesi intorno a Valdobbiadene, Conegliano e Asolo.
Alla base di ogni Prosecco c'è l'uva Glera, che deve essere presente almeno per l'85%. La Glera si distingue per un profilo aromatico delicato. Per preservarlo, il Prosecco viene prodotto con il metodo della fermentazione in autoclave.
Un mosaico da Treviso a Trieste
La maggior parte dei volumi, tuttavia, rientra nella categoria Prosecco DOC. Questa denominazione di origine, introdotta nel 2009, si estende tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, abbracciando complessivamente nove province che si snodano da Treviso fino a Trieste, in un mosaico territoriale di grande varietà pedoclimatica.
Dal vitigno Glera all'autoclave, il metodo Martinotti
Alla base di tutto c'è il vitigno Glera, apprezzato per il suo profilo aromatico delicato e misurato, capace di restituire freschezza e bevibilità senza cedere all'enfasi. Per preservarne al meglio le caratteristiche, la produzione avviene con il metodo Martinotti (fermentazione in autoclave), una tecnica che valorizza il frutto e l'immediatezza del vino. Dopo un affinamento di tre o quattro mesi, il Prosecco è finalmente pronto per essere stappato e degustato.