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© Falstaff Italia, foto Tenuta La Massa

More Merlot! Falstaff premia i migliori d'Italia

Merlot
Trophy
2025

Dalla Gironda all’Italia, il vitigno più sottovalutato del mondo torna protagonista grazie alla Falstaff Merlot Trophy, che ne conferma la grandezza. Il Merlot “Asiram” di Tenuta La Massa incoronato con 100 punti assoluti.

Pochi vitigni al mondo hanno saputo adattarsi, trasformarsi e conquistare territori diversi come il Merlot. Nato sulle rive della Gironda, a Bordeaux, questo vitigno a bacca rossa deve probabilmente il suo nome al merle, il merlo, grande estimatore dei suoi acini maturi e zuccherini. Le prime citazioni risalgono alla fine del Settecento, ma è nel Novecento che il Merlot diventa davvero globale: oggi è tra le varietà più coltivate al mondo, con una superficie stimata attorno ai 260.000 ettari, presente in Francia, Italia, Stati Uniti, Cile, Argentina, Australia e in gran parte dell’Europa orientale.

Il suo successo è facile da spiegare: maturazione relativamente precoce, tannini naturalmente morbidi, profilo fruttato e una versatilità che gli consente di funzionare sia in purezza sia in assemblaggio. Dal ruolo di “ammorbidente” nei tagli bordolesi fino alle interpretazioni più opulente del Nuovo Mondo, il Merlot è un vitigno che parla molte lingue – spesso con accento internazionale.

Eppure c’è un piccolo paradosso. Tra gli appassionati - carta dei vini alla mano - raramente si cerca d’istinto un Merlot. Si passa oltre, forse perché lo si associa a vini “facili”, o addirittura “banali”; forse perché il suo nome non suona abbastanza esotico o non “fa figo”. Ma basta fermarsi un attimo a riflettere: tra le bottiglie più iconiche, costose e desiderate del pianeta, il Merlot è protagonista assoluto. Pétrus, Le Pin, Masseto, Messorio, Galatrona – solo per citarne alcune – dimostrano che, nelle giuste mani e nei giusti terroir, questo vitigno sa raggiungere vette qualitative (e di prezzo) vertiginose.

Merlot in Italia

In Italia il Merlot arriva già nell’Ottocento e trova rapidamente casa. Oggi è uno dei vitigni internazionali più diffusi nel Paese, con oltre 20.000 ettari, concentrati soprattutto nel Nord Italia. In Friuli-Venezia Giulia e Veneto ha firmato alcune delle sue espressioni più verticali, forse anche più crude, che – con il cambiamento climatico – godono di un netto miglioramento.

In Toscana diventa protagonista nei grandi Supertuscan, tra la Costa, il Chianti e la Valdarno, dove struttura, profondità e uso calibrato del legno ne amplificano il lato più intenso e sensuale. Anche più a sud, tra Umbria e Lazio, il Merlot trova interpretazioni convincenti, solari ma sempre giocate sulla bevibilità.

Un Merlot da 100 punti: Asiram, Tenuta La Massa

A dimostrazione che il Merlot, quando incontra visione, rigore e terroir, può raggiungere l’eccellenza assoluta, c’è il vincitore della Falstaff Merlot Trophy: il Merlot Asiram di Tenuta La Massa, progetto iconico di Giampaolo Motta. Con i suoi 100 punti, entra di diritto nell’olimpo dei grandi vini del mondo. Asiram è un Merlot in purezza che nasce nel cuore del Chianti Classico, a Panzano, ma che guarda oltre le categorie tradizionali. Profondo, stratificato, di straordinaria precisione, unisce potenza e finezza senza mai perdere tensione.

Dietro Asiram c’è la storia personale e professionale di Giampaolo Motta, una delle figure più rigorose e coerenti del panorama vitivinicolo italiano. Arrivato a Tenuta La Massa all’inizio degli anni ’90, Motta ha lavorato per oltre vent’anni con un’idea chiara e non negoziabile: fare un grande Merlot senza compromessi, partendo dal vigneto. Un sogno coltivato con pazienza, osservazione e una disciplina quasi maniacale. Il suo approccio è da sempre improntato al rigore assoluto: basse rese, selezioni drastiche, letture parcella per parcella, nessuna scorciatoia. Le vigne crescono su un suolo straordinario, fatto di galestro, alberese e argille profonde, capace di conferire struttura, tensione e una firma minerale netta.

Colore rosso rubino scuro e ricco. Note pietrose al naso, sottile ed elegante legno pregiato, tartufo, toni terrosi, poi un fine pot-pourri di petali di rosa essiccati, mirtilli...
Provincia Firenze, Italia
Giampaolo Motta
Foto fornita
Giampaolo Motta

Al secondo posto della Falstaff Merlot Trophy troviamo un altro Merlot prodotto in Valdarno. La Tenuta Sette Ponti ha raggiunto notorietà internazionale con il suo taglio bordolese Oreno, ma con il Merlot in purezza “Sette” – prodotto appunto su sette vigne della tenuta – ha lanciato sul mercato un vero Merlot di riferimento. Ogni anno vengono selezionate le migliori tre delle sette vigne per la produzione di questo vino fuori classe; nell’annata 2022 erano le vigne Cipressi, Nocetta I e Sorbaccio.

Colore rubino brillante e ricco, con leggero bordo granato. Naso molto accattivante ed espressivo, molti lamponi selvatici scuri, cassis e more, un po' di tabacco. Tannini fini in...
Toscana, Italia
Foto fornita

Terzo classificato al Trophy è un’altra chicca e rarità toscana: il San Walfredo, prodotto per la prima volta con l’annata 2016 dai Marchesi Antinori a Bolgheri, nella tenuta Guado al Tasso. San Walfredo è una selezione delle migliori barrique di Merlot della rispettiva annata ed è limitato a una produzione di sole 3.370 bottiglie. L’insolito nome deriva dall’omonimo podere e celebra San Walfredo, capostipite della famiglia Della Gherardesca, antica proprietaria della tenuta.

Colore rosso rubino intenso e brillante. Naso complesso di pane nero, legno pregiato, more, ciliegie, con fini note citriche di arancia rossa e un retrogusto di rosa secca. Si...
Toscana, Italia
Foto fornita

Italia, terra di Merlot

Il dato interessante? Il Merlot italiano sta vivendo una seconda giovinezza. Un’evoluzione evidente: meno forzatura, maggiore centralità del territorio. Meno estrazione, più precisione. È un vitigno che, quando ben interpretato, sa raccontare il luogo meglio di quanto si pensi. Un classico moderno, insomma. Falsamente snobbato, eppure spesso scelto. Confermato, sempre, dal palato.

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