Cantina Rauscedo riparte da Flavio Geretto: nuova guida per la cooperativa friulana
La storica realtà delle Grave friulane affida la direzione generale a Flavio Geretto. Obiettivo: rafforzare organizzazione e brand, spingere sull’imbottigliato e sull’hospitality, valorizzando un modello cooperativo che oggi conta 2.000 ettari e 36 milioni di euro di fatturato.
C’è un momento, nella vita di una cooperativa, in cui la solidità non basta più: serve una visione capace di fare sintesi tra produzione, governance e mercato. È in questa fase che si inserisce la nomina di Flavio Geretto a Direttore Generale di Cantina Rauscedo.
Fondata nel 1951 dall’unione di un intero paese, la cantina è oggi una delle realtà cooperative più strutturate del Friuli-Venezia Giulia, con 2.000 ettari vitati tra i fiumi Tagliamento, Meduna e Cellina. Un territorio segnato dalle ghiaie delle Grave friulane, dove la viticoltura nasce letteralmente dai sassi e si traduce in un patrimonio produttivo che guarda tanto al vino sfuso quanto all’imbottigliato.
La scelta di Geretto arriva in un momento positivo per la cantina, con basi organizzative già rafforzate e una struttura pronta a compiere un ulteriore salto.
I numeri di oggi, le ambizioni di domani
Attualmente Cantina Rauscedo conta 150 soci, 2.000 ettari e un fatturato di 36 milioni di euro, di cui circa l’80% legato al vino sfuso e il restante 20% all’imbottigliato (circa 2,5 milioni di bottiglie). La presenza è consolidata in 25 Paesi, con l’Italia che rappresenta il 20% del business, e una rete di 8 punti vendita sul territorio.
Il nodo strategico è chiaro: rafforzare il brand Rauscedo, accompagnando la cooperativa in una progressiva valorizzazione dell’imbottigliato e del marchio proprio. Un percorso che implica tracciabilità di filiera, maggiore integrazione tra area organizzativa e commerciale e una remunerazione adeguata ai soci produttori.
Hospitality e territorio: la partita da giocare
Tra le leve individuate per il futuro c’è la hospitality, destinata ad assumere un ruolo sempre più centrale. Valorizzare le sedi di Rauscedo, Codroipo e Fiume Veneto, ma anche costruire sinergie con realtà culturali come Spilimbergo, città del mosaico, significa inserire la cooperativa in un racconto più ampio, capace di intrecciare vino, arte e identità locale.
In questo scenario, il modello cooperativo non è solo una forma giuridica, ma una dichiarazione di metodo: condivisione delle scelte, coinvolgimento dei soci, crescita comune.
INTERVISTA A FLAVIO GERETTO
Simon Staffler: Il futuro sta nella cooperazione, da dove si comincia?
Flavio Geretto: Bisogna capire dove sei, capire le persone, capire il punto di partenza e l’obiettivo. Comprendere il livello che c’è e condividere gli obiettivi da raggiungere.
S: Quali sono le priorità?
F: Serve un salto di qualità per il brand Rauscedo, passando dallo sfuso alla bottiglia. Il futuro è nella cooperazione. La tracciabilità della filiera è fondamentale e dobbiamo allineare area organizzativa e area commerciale verso un obiettivo comune
S: Qual è la differenza tra cooperativa e impresa privata?
F: In una cooperativa bisogna condividere i progetti con i soci e motivarli a tirare tutti dalla stessa parte. Qui si risponde a un consiglio di amministrazione e a una base sociale ampia. Più una cooperativa è forte e indipendente con il proprio marchio, meglio può affrontare il mercato.
S: Quanto conta la comunicazione?
F: Conta moltissimo. Se fai qualcosa di bello e nessuno lo sa, è un peccato. Per questo è importante raccontare bene ciò che facciamo e valorizzare il lavoro dei soci.
Una nuova fase per il Friuli del vino
Il Friuli è terra di bianchi identitari e di cooperative solide, spesso meno celebrate rispetto ai grandi marchi privati. Con l’arrivo di Geretto, Cantina Rauscedo sembra voler giocare una partita più ambiziosa: rafforzare l’identità di marca, investire in organizzazione e comunicazione e presidiare mercati complessi senza snaturare la propria anima collettiva.
In un contesto in cui la frammentazione è spesso un limite, la cooperazione ben governata può diventare un vantaggio competitivo. E Rauscedo, con le sue radici profonde nelle Grave friulane e lo sguardo proiettato oltreconfine, si prepara a dimostrarlo.