Sorpasso storico: lo spumante supera i rossi nelle esportazioni
Per la prima volta, lo spumante italiano supera i vini rossi nelle esportazioni, con 528 milioni di bottiglie inviate all'estero nei primi nove mesi del 2024.
Nel 2024, l’Italia ha assistito a un cambiamento senza precedenti nell’export del vino, con lo spumante che ha superato per la prima volta i vini rossi. Un risultato straordinario, con 528 milioni di bottiglie di bollicine esportate nei primi nove mesi dell’anno, battendo di poco i 524 milioni di bottiglie di rossi e rosati. Le bollicine italiane hanno conquistato il mercato globale con una crescita esponenziale, quintuplicando la produzione negli ultimi vent’anni, e si prevede che nel 2024 venga raggiunto un traguardo record di 1 miliardo di bottiglie, con 355 milioni di bottiglie destinate alle festività.
Paolo Castelletti, segretario generale di Unione Italiana Vini, ha evidenziato il fattore chiave di questo successo: lo spumante italiano è diventato un fenomeno "pop", in grado di attrarre un pubblico eterogeneo e di adattarsi alle tendenze globali, come quella dei cocktail, che ha trovato grande diffusione soprattutto negli Stati Uniti. Quando si parla di "bollicine", non si può fare a meno di pensare al Prosecco, che da solo rappresenta il 75% del totale spumante italiano e il 22% dell’intero export vinicolo del Paese. Questo vino, proveniente da un’area vitivinicola di soli 40.000 ettari, ha generato ben 1,3 miliardi di euro da gennaio a settembre.
Il successo delle bollicine si riflette anche nei dati sull’export, che ha raggiunto quasi 6 miliardi di euro. Gli spumanti italiani non solo hanno superato i vini bianchi e rossi in numerosi mercati, tra cui Regno Unito, Francia, Polonia e Russia, ma sono ora pronti a superare anche i bianchi negli Stati Uniti, dove già oggi rappresentano il 37% del mercato. L’Italia, quindi, si sta confermando sempre più come la patria indiscussa dello "Sparkling Wine", con un futuro che promette un’espansione ancora maggiore delle sue bollicine nel mondo.