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Vittori Turbio: è americana ma la firma è di Pininfarina

Automobile

La nuova hypercar sarà prodotta in Italia in soli 50 esemplari. Il powertrain ibrido sviluppa in totale 1.100 CV.

Meglio fugare subito ogni dubbio: nel titolo non c’è alcun errore di battitura. L’americana Vittori, con sede a Miami, ha scelto infatti di battezzare davvero la sua prima hypercar Turbio, non Turbo. Se per il nome in Florida si sono concessi una piccola stravaganza, dal punto di vista tecnico hanno preferito andare invece sul sicuro, scegliendo un partner affidabile come Pininfarina. L’azienda italiana ha curato il design e l’ingegnerizzazione della Turbio, che sarà prodotta in Italia in 50 esemplari.

La Vittori Turbio sotto la lente

La Vittori Turbio non è una semplice maquette ma è già un prototipo marciante. La sua linea è moderna e mozzafiato, ma senza vistose soluzioni bizzarre, grazie a un’aerodinamica attiva. La sagoma vede l’abitacolo spostato nella parte anteriore, con ampie prese d’aria lungo le fiancate, oltre che nel muso. Se qui cattura lo sguardo la mascherina esagonale, in coda l’attenzione cade soprattutto sui quattro terminali di scarico esagonali, che sovrastano un diffusore enorme. Gli interni paiono curatissimi, con bocchette dell’aria a loro volta esagonali e un giusto equilibrio tra comandi digitali e pulsanti fisici.

Un cuore italiano

La bandiera tricolore sventola anche sotto il lungo cofano motore. La Vittori Turbio ha infatti un powertrain ibrido studiato dalla Italtecnica di Cavaglià, in provincia di Torino. La parte termica prevede un V12 aspirato da 6,8 litri che promette oltre 830 CV. A supportarlo c’è un asse anteriore elettrificato, che fa salire la potenza totale di sistema attorno a quota 1.100 CV. Il tutto per uno 0–100 km/h sotto i 2,5 secondi. Dati tecnici, prestazioni complete e prezzo saranno comunque annunciati presto.

Redazione Red-Live
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