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Feral, la fermentazione che fa conversazione (anche senza alcol)

Bevande
analcolico

C’è chi dice che per stare bene a tavola serva un buon bicchiere di vino (e come dargli torto). Ma se riempissimo il bicchiere con qualcosa d’altro?

Feral è un progetto nato per esplorare territori nuovi, a partire da quelli del gusto: un’idea che fermenta, letteralmente, e che racconta l’incontro tra ricerca gastronomica e inclusività. Feral è una bevanda botanica fermentata, ma soprattutto è un modo diverso di stare insieme.

Tutto nasce da un’ossessione: quella per gli ingredienti umili, dimenticati e mistrattati. Uno su tutti: la barbabietola, rossa e bianca. Se trattata con rispetto, precisione e un creatività, la barbabietola si trasforma in qualcosa di straordinario. La decisione è stata quella di darle nuova vita, facendola fermentare e unendola ad un infuso con botaniche e spezie per esprimere tutte le sue doti nascoste. Il risultatoè una bevanda adulta, strutturata, capace di stare a tavola senza imitare nulla.

Dietro ogni bottiglia c’è un processo maniacale (in senso buono): dalla selezione degli ingredienti alla loro trasformazione, ogni passaggio è studiato per valorizzare la materia prima, senza snaturarla. La fermentazione non è solo una tecnica, è il cuore pulsante di Feral. E se la barbabietola è la nostra musa, non sarà l’unica protagonista: il nostro manifesto è chiaro—ridare voce a ingredienti umili, sporchi, dimenticati, trasformandoli in esperienze gastronomiche inaspettate.

Perché proprio “feral”? Dall’inglese vuol dire tornare allo stato selvatico, abbandonare la comfort zone e mettersi in cammino. Feral parla a chi ha voglia di scoprire. Ma anche a chi, per scelta o necessità, non beve alcol. A chi è curioso, fuori dagli schemi - questa spinta in azienda la sentiamo tutti, in modo personale. È una bevanda fuori posto, e dialoga con chi si sente così. In fondo, chiunque può vivere un momento “feral” nella propria vita. Insomma sì, più che una bevanda, è un’attitudine.

Foto fornita

Parlando di attitudini, Feral si diletta anche di cucina e si è lanciata nei pairing gastronomici di grandi chef ma non solo, anche con la cucina di tutti i giorni:
Il N°1 è un aperitivo fresco e conviviale, da provare con una mozzarella e acciuga.
Il N°2 esalta la complessità di un risotto gamberi e curry, ma in alcuni stellati viene anche utilizzato in abbinamento ai chicchi di caffé tostati o al cioccolato fondente.
Il N°3? Perfetto per stufati e piatti lenti, pieni di umami e di pazienza.
E il N°4 strizza l’occhio ai formaggi semistagionati, con tannini e struttura e quell’atmosfera di Provenza data dalla lavanda.

Innovativo? Quanto basta. Giovane? Sicuramente.
Con tanta voglia di capire, sperimentare e - perché no - fare domande senza per forza cercare risposte immediate. In fondo, la ricerca è una forma d’amore, e in questo senso, intendiamo continuare ad amare, ogni giorno di più.


 

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