FOOD&SPA - 7Pines Resort Sardinia, quando il lusso si mette comodo
A quaranta minuti da Olbia, immerso in 15 ettari di macchia mediterranea affacciati sull’arcipelago della Maddalena, sorge il 7Pines Resort Sardinia, parte della collezione Destination by Hyatt.
Un luogo che definisce la propria identità con due parole: laid-back luxury. Niente formalismi, ma neanche pressapochismo. Le piscine serpeggiano come un pensiero pigro, le suite si mimetizzano tra il verde, i dettagli parlano a voce bassa ma lasciano il segno.
7Pines Resort Sardinia è il primo Hyatt in Sardegna e il secondo 7Pines in Europa dopo Ibiza, ma evita ogni sensazione di "copia incolla": qui la Sardegna è viva, coltivata (letteralmente) nell’orto aromatico in cassoni di legno, e restituita in una versione asciutta e disegnata.
Il resort conta 76 camere, quattro calette, una spiaggia principale, una Spa, palestra, padel, basket, un Kids Club educativo e tre anime gastronomiche. Le camere sono disposte come piccole ville indipendenti: ampie, riservate, e immerse nel verde. Molte si affacciano direttamente su piscine tortuose, come anse liquide da attraversare in accappatoio, tra terrazze private e vegetazione. Non c’è niente di statico, tutto sembra fluire. Il bar dentro la piscina principale è più di un vezzo scenografico: è un modo intelligente per restare immersi anche mentre si sorseggia.
Tre cucine, una visione
Il racconto gastronomico del resort si divide in tre capitoli. Nessuno grida, tutti raccontano.
Al centro, Capogiro: ristorante gourmet con vista sul tramonto e direzione gastronomica affidata allo chef Pasquale D’Ambrosio. D’Ambrosio cucina come chi ha ascoltato più che parlato. Campano d’origine, sardo per vocazione, ha una mano che accoglie e una testa che calibra. Non ostenta, accompagna. La sua è una cucina pensata, colta, ma senza teatralità. La materia prima locale incontra tecnica e memoria napoletana, in un equilibrio che non ha bisogno di fronzoli.
Il signature dish:
Triglia alla Nerano, una composizione di mare e orto. La triglia alla Nerano è un racconto sensoriale in cui la triglia – rosata, leggermente croccante in superficie – si rifugia in una vellutata di zucchine, il tutto spruzzato di provolone del Podolico fuso e impreziosito da una pioggia di pinoli marini e fiori di mare (alghe). Al centro, un minuscolo bouquet di testa di gambero: non un vezzo, ma un grido di mare che esplode in bocca. Sarebbe stupido definirla “iconica”: la senti, la vedi, ti scombussola.
A bordo piscina c'è Spazio by Franco Pepe. Il pizzaiolo casertano più premiato del mondo arriva in Sardegna per la prima volta, portando i suoi classici (Margherita Sbagliata, Ritrovata) e nuove pizze inedite nate in collaborazione con D’Ambrosio e i produttori locali. Il risultato è una carta che non fa acrobazie gourmet, ma parla il linguaggio dell’eccellenza quotidiana.
Infine, il Cone Club, beach club pieds dans l’eau, aperto anche agli esterni. Cucina solare e orizzontale, dalla Tartare di tonno allo Spaghettone con vongole, limone e rosmarino, fino al maialino sardo e al cous cous mediterraneo. Il menu “Senza Confini” esplora Grecia, Libano e Marocco con piatti da condividere. Un pranzo può diventare un viaggio. A piedi nudi.
Massaggi, peeling e maestrale. Non in quest’ordine.
La Pure Seven Spa è un’oasi discreta di 800 mq, dove il design si mette al servizio del silenzio. Sauna, bagno turco, piscina riscaldata e una zona relax che guarda sul giardino aromatico.
Il trattamento signature:
Il cuore dell’esperienza è nel trattamento Maistràli, 120 minuti che sembrano un poema alla Sardegna. Si inizia con un peeling salino profumato di ginepro, elicriso e menta. Poi, un massaggio tonificante ispirato al ritmo del maestrale – quello vero, che qui accarezza l’orto e attraversa la pelle. È un rituale che non ti rilassa e basta: ti ristruttura. Come se la Sardegna fosse entrata nel corpo, con passo leggero.
Da quest’anno, la spa ospita anche i prodotti Goovi, il wellness brand co-fondato da Michelle Hunziker. Linee corpo, skincare, prodotti solari, integratori e make-up formulati con ingredienti naturali e SPF ocean-friendly. I trattamenti sono personalizzabili e curati dalle Spa manager in una cornice coerente, senza eccessi: niente profumazioni sintetiche, nessuna invasione di rosa pastello. Goovi funziona, e lo fa senza voler sembrare una beauty guru in crociera.
La vera ricchezza? Uscire dalla spa con l’impressione di essere stati toccati dal vento, non solo da mani esperte. E non è poco.