GinAI, il futuro è già qui!
Si pensa sempre che l’essere umano non sia sostituibile e che il nostro sapere e la nostra artigianalità siano un dono supremo. Ma cosa succede se ci affidiamo all'AI? E' possibile che riesca a pensare e creare un Gin?
Bhè si! Si chiama "GinAI", il primo gin italiano creato dall’intelligenza artificiale.
La tecnologia fa passi da gigante in ogni settore e anche se molti stentano ad accettarlo, ecco che l’argoritmo bussa anche alla porta del nostro settore. Se fino ad oggi per creare un buon distillato con le giuste botaniche si scavava nel passatto rovistando tra le ricette dei nonni, tramandate da generazione in generazione sin dalla nostra esistenza, adesso tutto sembra destinato a cambiare.
Ecco la nostra chiacchierata con il produttore, Cristian Giacomini.
Falstaff: Come e quando è nata l’idea di creare un gin grazie all’inteligennza artificiale?
Cristian Giacomini: GinAI è nato grazie ad una sfida e alla mia voglia di mettermi sempre in gioco, la passione per i distillati e le conoscenze informatiche hanno fatto il resto. Tutto ha avuto inizio nella primavera del 2023 quando, tramite amici, sono venuto a conoscenza della possibilità di produrre gin anche in piccoli lotti, con la totale personalizzazione delle botaniche.
Dopo aver effettuato un ulteriore studio delle caratteristiche organolettiche di molti elementi che possono aromatizzare il gin, ho avuto l’idea illuminante: provare ad utilizzare l’intelligenza artificiale per elaborare la ricetta.
F: Ha riscontrato delle difficoltà durante il processo creativo e quale processo operativo le ha permesso la realizzazione di GinAI?
CG: In un primo momento, non è stato facile, gli applicativi comuni non rispondono su questioni riguardanti le bevande alcoliche, così come per qualsiasi altro argomento ritenuto potenzialmente dannoso, come ad esempio il gioco d’azzardo. Ho provato così ad utilizzare per primo uno strumento molto potente, in grado di elaborare milioni di dati statistici sui gusti, le preferenze della gente, gli andamenti del mercato e la proiezione per i prossimi anni. Successivamente, ad un altro applicativo di AI, ho fatto analizzare aromi e peculiarità di centinaia di botaniche. I due passaggi successivi sono stati quelli più delicati: riuscire a far confrontare e unire i primi due passaggi ad una terza AI e di conseguenza, estrapolare la ricetta all’ultimo e quarto applicativo. Dopo circa quattro giorni, dialogando con l’AI, è stato generato GinAI.
F: Perché il suo prodotto si differenzia dagli altri?
CG: La differenza sostanziale rispetto ad altri prodotti elaborati con l’ausilio di tecnologia cognitiva è che ho utilizzato applicativi pubblici e non software creati all’occorrenza. Come dicevo, la sfida che ho portato a termine e che ho vinto, mi ha permesso di far distillare le prime due bottiglie di gin che, già al primo assaggio, è stato ritenuto idoneo per la prosecuzione della produzione.
F: Quali sono le caratteristiche organolettiche di GinAI?
CG: GinAI ha un aroma complesso con note erbacee, floreali, agrumate e speziate. Si tratta di un gin insolito, avventuroso e sorprendente con un carattere deciso dato dal pompelmo rosa e dallo zenzero e una freschezza data da menta, basilico e limone. Secco in purezza, è un’esplosione di profumi e aromi con un’acqua tonica neutra. La sua natura ibrida tra classico e sperimentale lo rende perfetto tanto per reinterpretare i grandi classici quanto per nuove proposte innovative.
F: Si è definito una persona ambiziosa, quali sono il progetti per il futuro?
CG: GinAI è il primo distillato che ho creato con l’intelligenza artificiale e a breve, sarà affiancato da un amaro ed un bitter, ottenuti con lo stesso procedimento.
E' chiaro quindi che il bere è sempre in evoluzione e senza alcun limite di immaginazione. D'altro canto l'AI non ha la possibilità di seguire tutti i passaggi della produzione e che la migliore soluzione per ottenere dei risultati ottimali è senza dubbi la cooperazione tra intelligenza umana e quella artificiale. Il risultato della collaborazione potete gustarlo in GinAI.
A seguito di una degustazione, possiamo affermare che è amabile e che rientra nella categoria di gin che può piacere anche ad un palato poco esperto. Molto aromatico e in perfetta sintonia con il bouquet di aromi che rappresentano il Mediterraneo.
Abbinamenti:
Tonica
Ottimo da abbinare con una tonica Indian che lo aiuta nell’esaltazione delle note aromatiche e non invade la loro natura. Guarnire con una scorza di limone naturale e una foglia di basilico.
Indicato come gin-tonic da gustare in abbinamento a pietanze di pesce crudo in orario di aperitivo (esempio tartare di orata oppure carpaccio di gambero rosso di Mazzara o cruditè di scampi).
Neat
Si accosta piacevolente a una fetta di mela fuji fresca ed una spruzzata di soda.
In cucina
Si può utilizzare per condire delle ostriche oppure delle tartare di pesce. Consigliato anche per marinare lo sgombro scottato e per sfumare un riso ai frutti di mare o ai crostacei.
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