Salta al contenuto

Villa S Alvisi Kirimoto

Villa S Alvisi Kirimoto
© Marco Cappelletti

La luce, protagonista dello spazio domestico

Luce
Design
Design d'interni

Uno strumento per valorizzare un’abitazione, ma va studiata in base alle attività e alle caratteristiche dei singoli spazi domestici. Non un semplice esercizio di stile ma un progetto che deve tenere conto di vari parametri tecnici e ambientali.

La prima sensazione positiva nel varcare la soglia di una casa è generata dalla quantità di luce che penetra dalle finestre e pervade i vari ambienti.  Una buona illuminazione naturale rende la casa più piacevole, amplia la percezione spaziale e crea un’atmosfera confortevole. È molto importante quindi che un’abitazione sia ben illuminata e qualora la luce naturale non risultasse sufficiente è necessario integrarla con quella artificiale che, negli anni tempi, si è evoluta diventando più tecnologicamente efficiente: alogena, scarica, fluorescente, xenon, oled e led. La luce condiziona la vista e impatta sulla nostra vita quotidiana, a maggior ragione sugli spazi domestici a maggiore frequenza. 

L’importanza di una corretta progettazione

Per molti progettisti è ormai considerata un elemento costruttivo tanto pervasivo da incidere su spazio, forma e colore in accordo con intensità, saturazione e modulazione. Non solo, genera anche effetti emozionali che contribuiscono al benessere psico-fisico dell’individuo. La luce, se ben calibrata, rende ottimale la percezione visiva del luogo in cui ci si trova, del suo aspetto formale, dell’arredamento, dei colori.
La figura del lighting designer ha acquisto quindi una precisa identità ed è sempre più richiesta per progettare ambienti confortevoli e piacevoli, per creare effetti luminosi che siano efficienti dal punto di vista energetico e integrati con l’architettura e l’arredamento, oltre a essere adeguati alle attività quotidiane e tali da creare l’ambientazione più adatta per i diversi spazi domestici.

La diversificazione della luce artificiale

L’illuminazione artificiale non si limita a integrare la luce naturale, ma è elemento espressivo dello spazio grazie alla rivoluzione apportata dai led ovvero dall’elettronica e dal digitale soprattutto per quanto riguarda il controllo della luce. Fattori come quantità, alimentazione, consumo energetico, diversificazione, qualità e colore vengono ora facilmente gestiti.

Fiat lux et lux facta est, qualunque essa sia, varia in base alla tipologia dello spazio, alle dimensioni dell’ambiente e al gusto estetico, ma va scelta su precisi parametri progettuali: generale, puntuale e funzionale.
Apparecchi a soffitto meglio se a led (lampadari, faretti incassati) sono i più adatti a illuminare in modo uniforme un’intera stanza, senza creare ombre fastidiose, per valorizzare elementi d’arredo come quadri, piante o scaffali è meglio puntare su elementi orientabili o strisce led, mentre per aree dove si svolgono attività precise, come la cucina o lo studio, è importante che la luce sia diretta e sufficiente (sotto pensile e da tavolo).
Se la possibilità di gestire la luce naturale è affidata a oscuranti esterni e interni, per quella artificiale è ormai consolidato l’utilizzo di dimmer che ne regolano l’intensità a seconda dell’attività da svolgere o all’atmosfera da creare. Qui entra in gioco la temperatura del colore della luce (misurabile in gradi Kelvin).
La luce calda che varia dal rosso al giallo crea sensazioni positive e di calore (<3300 K) e un’atmosfera accogliente e rilassante (soggiorno, camere da letto e la sala da pranzo).
La luce neutra con sfumature tendenti al bianco è quella che meglio si adatta al funzionamento degli occhi (tra 3300 e 5300 K) ed è ideale per le attività pratiche che si svolgono in cucina e in bagno, mentre quella fredda (tra 5300 e 6500 K), che varia dal bianco al blu, è preferibile per le zone studio o di lettura.


Non perderti niente!

Iscriviti ora alla nostra newsletter.

Margherita Toffolon
Margherita Toffolon
Autore
Di più sull'argomento
1 / 12