Overproof January, buoni propositi senza prendersi troppo sul serio
Dieci spunti positivi e dieci assaggi motivanti, per un 2025 migliore.
Gennaio è il principe degli inizi e porta con sé una sorta di desiderio di rinascita, che non manchiamo mai di benedire con dei buoni propositi. Poco importa se li disattenderemo, a fine anno c’è più tempo per pensare, si tirano le somme e si immagina il nuovo anno, tra un pranzo e un cenone.
Sì, perché gennaio dovrebbe anche essere il mese in cui ci si mette a stecchetto, dopo i bagordi di Natale, Capodanno, la Befana, le vigilie e Santo Stefano. Così inizia “Dry January”, il mese in cui non si versano alcolici neanche per sfumare lo spezzatino, che gennaio è pure “Veganuary”, il mese in cui è trendy mangiare solo vegano, dopo aver tirato il collo al cappone e ammazzato il maiale.
Diciamoci la verità, se si è esagerato così tanto, sarà difficile lavarsi la coscienza dichiarandosi astemi e vegani per trentun giorni. Quindi, ai buoni propositi, aggiungiamo qualche consiglio e pure ad alta gradazione, così magari con la coscienza ci farete una chiacchierata un po’ più amichevole.
No all’aperitivo lungo, sì a quello buono
Volete il Dry January? Bene, allora iniziamo per gradi: piantatela di allungare gli aperitivi a dismisura, non solo a gennaio, ma tutto l’anno. Piuttosto, se cercate uno Spritz, siate più esigenti sugli ingredienti, primo fra tutti il bitter. Bitteranza nasce dall’amicizia tra il produttore astigiano di vino, spirits e botaniche Franco Cavallero e l’istrionico Raffaele “Skizzo” di Bruscella, autore comico e teatrale. La ricetta comprende tra le botaniche tanaceto, assenzio, genziana, rabarbaro e altre spezie, e packaging è tutto un programma.
Basta scrollare a caso
Qui ci siete dentro tutti fino al collo. Che siate in autobus, in treno, alla fermata, in coda alle Poste o in bagno forse sarebbe il momento di smetterla con lo scrolling compulsivo sui social. Sarà una fatica immane, ma se ci riuscite, potete premiare voi stessi con un dram di Highland Park. Il Single Cask #1640 Edition 2, imbottigliato da Velier a 64,9% abv, regala un sorso caldo e oleoso, aromi di dattero e miele di tiglio, caramella all’orzo e un fumo di torba delicato. Ne basta poco e con qualche goccia d’acqua.
Veganuary non è una dieta, è una scelta
Per tutti quelli che “la dieta la inizio domani”, veganuary non è una scusa per sentirsi più in pace con la bilancia. Dovrebbe semmai essere una scelta rispettosa verso il mondo animale e l’ambiente. Perché non fare sul serio tutto l’anno, ma andando per gradi: meno prodotti di origine animale e solo metodi di allevamento con un’etica. Per eliminare totalmente la carne, fatevi consigliare da un nutrizionista. Suggeriamo sorsi plant-based di Fortaleza Tequila Blanco, delicatamente erbaceo, morbido e appena pepato. Da bere liscio o miscelato.
Leggere più libri
Ve lo dite sempre, “vorrei leggere di più”. Evitare lo scrolling vi farà risparmiare del tempo. Iniziate con un libro breve per evitate di scoraggiarvi subito e accompagnando la lettura serale con sorsi accomodanti, come quelli di Amaro Forte di Mazzetti d’Altavilla, intensamente balsamico e con appena una punta di dolcezza, tra liquirizia, tarassaco, china e menta piperita.
Andare in palestra
È il buon proposito più gettonato ogni anno. La palestra vi farà bene, ma iniziate anche a cambiare i gesti più semplici, come fare le scale anziché prendere l’ascensore, andare a piedi o usare la bici qualche volta in più. Dopo l’attività fisica potrete godervi un Gin Tonic con più serenità. Tra le miriadi di gin italiani, Luz è un mediterraneo di montagna come solo il Lago di Garda può offrire. Nove botaniche trentine, calibrate dall’esperienza del bartender Leonardo Veronesi e dagli alambicchi di Marzadro.
La cantina da sistemare
Da quanto è che dovete sistemare la cantina? Ne avete compreso l’urgenza quando avete dovuto scavalcare un ombrellone, un ventilatore e uno scatolone di vecchi soprammobili per ripescare una bottiglia di Brunello di Montalcino da stappare a Natale. Allora ci vuole una bevuta confortante per concentrare i pensieri, magari un distillato dagli aromi precisi e intensi come la Grappa di Teroldego di Pilzer. Frutto rosso, accenni vegetali, un sorso lungo e quasi pepato.
Il viaggio lo organizzo io
Belli i viaggi, ma di organizzarli proprio non avete voglia. Così da anni vi rivolgete all’agenzia oppure lasciate che siano gli amici a organizzare. E se questa volta provaste a non delegare? Iniziate a immaginare un itinerario, in compagnia di uno dei distillati più giramondo che siano: il rum. Da Madeira, unico luogo al di fuori delle Antille francesi in cui il distillato può essere definito “agricolo”, arriva O’Reizinho 3 Anni Cask Strength. Sfumature vegetali e iodate, frutta acida, vaniglia e toffee. Metti mai, vi facesse voglia l’Atlantico.
Le lamentele lasciano il tempo che trovano
Se siete persone che si lamentano continuamente, smettere di lamentarsi è il buon proposito a cui non penserete mai da soli, perché saranno sempre gli altri a rendersene conto. Se qualcuno, volendovi bene, ve lo ha fatto notare, allora potrebbe essere il momento buono per impegnarvi a cambiare le situazioni in cui non vi trovate bene. Per voi c’è un aperitivo italianissimo, che è perfetto e bilanciato così com’è: Vermouth di Torino Excelsior Riserva Superiore, della distilleria Bordiga. Provate a lamentarvi.
Andare oltre i titoli
Non starete contando un po’ troppo su titoli e sottotitoli? Da una parte è colpa dello scrolling selvaggio (che quest’anno eliminerete), dall’altra il web ci bombarda di contenuti e scegliere è difficile. Una volta individuati i portali di cui potete fidarvi, cercate di andare oltre e soffermarvi un po’ di più. Magari scoprirete che il Clairin Saijous viene distillato a Saint Michel de l’Attalaye, in un paese, Haiti, che sta attraversando un periodo molto difficile. Ve lo consigliamo per questo, perché i distillati parlano anche di storia e storie, lontane, ma che vale la pena approfondire.
Stop procrastination!
Anche per voi le faccende si accumulano, diventando giorno dopo giorno più urgenti? Non abbiamo una soluzione, ma uno spunto arriva dallo Speyside. Sandend è un Single Malt Scotch Whisky della distilleria Glenglassaugh. Parla di iodio, torta di mele e ginestre, sorsi oleosi, cera d’api e pepe bianco. Lieve come una brezza di mare, preciso come un orologio svizzero. La metodicità della master blender Rachel Berrie non si distilla, ma speriamo possa esservi d’ispirazione.