Snackpacking: più che un semplice trend
Dai mercati di quartiere ai convenience store giapponesi, passando per forni storici e chioschi di street food: il gusto diventa una bussola capace di condurre i viaggiatori oltre le mete più battute.
Andare in cerca del posto perfetto dove mangiare il fiocco di neve a Napoli, il maritozzo e i supplì a Roma o le pasteis de nata in Portogallo. Entrare in un supermercato giapponese per provare i Tokyo Banana o in uno olandese per i famosi Stroopwafel. Tutto ciò rientra nel fenomeno dello Snackpacking, il nuovo trend turistico che sta cambiando il modo di viaggiare di Millennials e Gen Z. Si tratta della tendenza sempre più diffusa del ricercare sistematicamente snack locali, mercati e street food spesso documentati sui social. Un nuovo modo di vivere il posto che secondo l’89% tra Millenials e Gen Z – intervistati da American Express – gioca un ruolo essenziale nella vacanza. Vale dunque la pena chiedersi per quale motivo lo street e il local food stiano attirando così tanto l’attenzione dei giovani viaggiatori.
Un’esperienza autentica
In una realtà piegata dall’overtourism, in cui spesso si è costretti a code chilometriche per visitare i più famosi monumenti delle città, a volte solamente per scattare una foto veloce, rallentare sembra l’opzione migliore per chi vuole vivere una vacanza all’insegna della vera esperienza. Ci si dimentica fin troppo spesso la motivazione principale di chi viaggia: conoscere altri mondi. E quale modo migliore per farlo se non comportandosi come i locals e mangiare come loro? Ecco che la ricerca degli snack e dei piatti tipici si trasforma in una vera necessità di esperienze autentiche, che rimangano impresse non solamente all’interno di un cellulare o di una storia su Instagram.
Conoscere la cultura
Ma lo snackpacking è ancora molto altro. È un trend che si rende conto di un concetto fondamentale: il cibo è la porta di accesso a una cultura. Frequentare i mercati rionali, entrare nei piccoli alimentari, comprare direttamente nei supermercati locali diventa il modo per conoscere la meta di viaggio e la sua comunità. Lo street food rappresenta la cultura stessa del posto: da un singolo piatto si possono comprendere le abitudini, le origini, le contaminazioni culturali della popolazione. Percorrere gli scaffali di un supermercato diventa il modo più semplice per entrare a far parte della storia della comunità locale. In questo modo anche in viaggio si è sempre parte di qualcosa.
Una caccia al tesoro a basso costo
Street food e supermercati hanno poi dalla loro parte un fattore tenuto molto in considerazione dalle nuove generazioni: sono economici. Con un prezzo relativamente basso si possono provare tantissime pietanze diverse, da poter anche condividere con i propri compagni di viaggio, in un’atmosfera goliardica e di gruppo che coinvolge i viaggiatori tanto quanto la comunità locale. Ma non è tutto: in questo trend un ruolo particolare viene giocato anche e soprattutto dalla componente ludica. Mettersi alla ricerca del posto perfetto dove provare un determinato piatto diventa quasi una caccia al tesoro intrapresa tra i social e le proprie skills di viaggiatore. Un’occasione per addentarsi in zone anche poco frequentate, dove scoperta e curiosità diventano le vere protagoniste dell’esperienza.
Lo snackpacking può quindi sembrare all’apparenza il tipico trend ideato dai social, per cui i turisti compiono determinate scelte di viaggio solamente per seguire una moda, ma dietro si nasconde decisamente altro. Street e local food sono un elemento fondamentale per conoscere davvero le località visitate, per comprendere le loro tradizioni, i loro valori e a volte persino la loro religione.