Trentodoc Festival 2025: bollicine di montagna, emozioni e icone
Undicimila presenze, 168 appuntamenti e un intero territorio in festa: il Trentodoc Festival 2025 ha riportato a Trento l’energia effervescente delle bollicine di montagna. Tra i protagonisti, Ferrari ha incantato con quattro esperienze esclusive, dal fascino di Villa Margon alla creatività gourmet, rendendo questa edizione un crocevia di stile, gusto e cultura.
La quarta edizione del Trentodoc Festival ha confermato la sua forza attrattiva con 11mila ospiti e una città trasformata in palcoscenico del Metodo Classico trentino. Nonostante il maltempo, l’entusiasmo non è mancato: dalle degustazioni nei vigneti agli incontri con chef e artisti, sono stati 168 gli appuntamenti che hanno animato la tre giorni.
L’assessore provinciale Giulia Zanotelli ha sottolineato come il Trentodoc si confermi ambasciatore del Trentino nel mondo, grazie a un comparto che unisce qualità e capacità di generare valore attraverso l’enoturismo. E per Luciano Ferraro, direttore artistico della kermesse, questa è stata “l’edizione più coinvolgente di sempre”, segno di una maturità raggiunta.
Ferrari, protagonista assoluto
Tra le case spumantistiche, Ferrari Trento ha scelto di raccontare la sua storia con quattro esperienze esclusive che hanno rappresentato uno dei momenti più iconici del Festival.
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La Notte delle Perle a Villa Margon, residenza cinquecentesca della famiglia Lunelli, ha unito la degustazione di prestigiosi Ferrari Perlé Riserva – tra cui annate rare dall’Archivio di Famiglia – ai piatti dello chef stellato Edoardo Fumagalli.
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La Masterclass “È tempo di Magnum” ha portato in scena sei millesimati in grande formato, guidati da Cyril Brun e dalla famiglia Lunelli: un viaggio nella capacità evolutiva delle bollicine in magnum.
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Una degustazione verticale di Ferrari Riserva Lunelli ha raccontato lo Chardonnay di montagna in tre annate simbolo.
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Infine, il Brunch Stellato a Locanda Margon, immersa nei vigneti del Monte Bondone, ha chiuso il weekend tra sapori trentini e creatività contemporanea.
Questi momenti hanno reso Ferrari l’anima elegante del Festival, testimone di come la tradizione familiare e la ricerca sull’evoluzione dei grandi Trentodoc possano fondersi in esperienze indimenticabili.
Le etichette da collezione: Perlé in tutte le sfumature
Non solo eventi: Ferrari ha scelto il Festival come vetrina per alcune delle sue cuvée più iconiche.
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Ferrari Perlé 2013, icona di stile dal 1971, ha brillato per il suo equilibrio tra note tropicali e richiami marini.
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Il rarissimo Ferrari Perlé Nero Riserva 2005, unico Blanc de Noirs della maison, ha sedotto con nuance di frutta secca, brioche e tabacco.
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Il sontuoso Ferrari Perlé 2002 Magnum, sboccato di recente dall’Archivio di Famiglia, ha rivelato oro puro nel calice e sentori autunnali di sottobosco.
Tre interpretazioni che dimostrano la capacità del marchio di coniugare tempo, territorio e finezza stilistica.
Bellaveder e la freschezza contemporanea
Accanto ai grandi nomi, il Festival ha dato spazio anche a realtà più piccole e dinamiche, come Bellaveder, che ha presentato il Brut Nature Riserva 2020.
Uno Chardonnay in purezza da vigneti a 600 metri di altitudine, affinato 36 mesi sui lieviti: profumi agrumati e tropicali, gusto cremoso e un’anima moderna, pensata per accompagnare sia l’aperitivo che l’intero pasto.
Un futuro in crescita
Il successo della manifestazione, testimoniato dall’entusiasmo di produttori e ospiti, conferma la centralità del Trentodoc nel panorama enologico italiano. Come ha dichiarato Maurizio Rossini di Trentino Marketing, il Festival è riuscito a esprimere la vera anima delle bollicine di montagna, tra abbinamenti gourmet e riflessioni sul futuro.
Il 2026 è già in cantiere, con l’obiettivo di consolidare sempre più il ruolo del Trentodoc come simbolo identitario e ambasciatore del Trentino nel mondo.