I circa dodici ettari di vigneti di Christoph Edelbauer si trovano esclusivamente a Langenlois e nei dintorni, su terreni ricchi di carattere, dominati da loess, gneiss, scisto e roccia primitiva. Qui il “terroir” non è solo un concetto, ma uno stile di vita.
I vigneti e i frutteti sono di proprietà della famiglia da generazioni, ma per una generazione non sono stati coltivati direttamente. I genitori di Christoph lavoravano nel mondo della ricerca e i terreni venivano dati in affitto. Nel 2003 è iniziato un nuovo capitolo. Non per fedeltà alla tradizione, ma per convinzione. Christoph Edelbauer voleva dimostrare che la viticoltura biologica funziona. Il fatto che suo padre conducesse ricerche e insegnasse all’Università di Agraria nel campo della nutrizione vegetale convenzionale ha reso questa sfida una questione di prova, non di fede.
Per questo crede nella riduzione. Nelle decisioni che nascono in silenzio, ma sono chiare. In un lavoro che sottrae più di quanto aggiunga, basato sulla fiducia anziché sul controllo. Dal 2012 la tenuta è certificata biologica. Una lavorazione consapevole del terreno, la vendemmia manuale dove conta, una vinificazione precisa, decisioni chiare e la pazienza come strumento caratterizzano il suo mestiere.
Se Christoph Edelbauer non fosse diventato viticoltore, dopo gli studi di architettura avrebbe proseguito su quella strada. Ma quella formazione caratterizza ancora oggi il suo lavoro. L’edificio della tenuta nel vigneto Neuberg ne è l’espressione: funzionale, chiaro e inserito consapevolmente nel paesaggio. Cemento, legno, luce – non come dichiarazione di stile, ma come struttura. La natura diventa così parte integrante dell’arredamento. Tutto segue un unico principio: chiarezza senza durezza.
I vigneti intorno a Langenlois sono partner del suo lavoro. Ognuno racconta una storia diversa – attraverso la consistenza, l’orientamento e la tensione. Grüner Veltliner, Riesling e i vitigni di Borgogna sono i protagonisti della produzione. Lo stile è fresco, strutturato e coerentemente improntato alla provenienza. E il Pinot Nero è la sua passione. In esso si condensano tutte le sue qualità: precisione, pazienza, onestà. Rivela ogni decisione – e non ne perdona nessuna. È proprio qui che risiede il suo fascino. Per Christoph Edelbauer il Pinot non è un obiettivo, ma un interlocutore che sfida e plasma. Lo Chardonnay e gli altri vitigni di Borgogna seguono lo stesso approccio: tensione anziché ampiezza, struttura anziché volume. Vini che lasciano spazio – e lo riempiono.