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Barolo en primeur svela il volto dell'annata 2025

Barolo
Degustazione
Vino

La degustazione tecnica del 26 giugno ha anticipato le caratteristiche della nuova annata della Vigna Gustava, cuore del progetto. Un'iniziativa che intreccia ricerca, valorizzazione del territorio e solidarietà, offrendo una lettura dettagliata delle diverse espressioni del Nebbiolo.

Una degustazione tecnica riservata agli addetti ai lavori ha svelato in anteprima l'annata 2025 del Barolo della Vigna Gustava, protagonista di Barolo en primeur. L'appuntamento, ospitato il 26 giugno, ha permesso di esplorare in anteprima le diverse microvinificazioni, offrendo una lettura approfondita del Nebbiolo prima dell'asta benefica che, come ogni anno, trasformerà il grande vino delle Langhe in uno strumento di sostegno a progetti sociali.

Un progetto che unisce vino e filantropia

Nato nel 2021 dalla collaborazione tra Fondazione CRC, Fondazione CRC Donare ETS e Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, Barolo en primeur culmina nell'asta ospitata al Castello di Grinzane Cavour, dove ogni barrique sostiene una diversa iniziativa benefica. «Con la sesta edizione di Barolo en primeur confermiamo la solidità di un progetto nato con l'ambizione di unire la cultura enologica alla filantropia», ha dichiarato il presidente di Fondazione CRC Donare, Giuliano Viglione, sottolineando come la collaborazione tra i partner abbia dato vita a un modello capace di generare valore per il territorio e per la comunità.

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Il patrimonio della Vigna Gustava

Acquisita dalla Fondazione CRC nel 2019, la Vigna Gustava si estende davanti al Castello di Grinzane Cavour su suoli di Marne di Sant'Agata Fossili, tra i più rappresentativi dell'area del Barolo. Le analisi pedologiche hanno individuato sei differenti microzone, caratterizzate da variazioni nella composizione del terreno e nella profondità del substrato marnoso: una ricchezza che consente di valorizzare le diverse espressioni del Nebbiolo attraverso una rigorosa parcellizzazione del vigneto.

L'annata 2025 tra equilibrio e precisione

Dopo stagioni segnate da estremi climatici, il 2025 si distingue per un andamento regolare, con un'alternanza equilibrata tra caldo e precipitazioni e una vendemmia del Nebbiolo svolta il 29 settembre. In cantina le uve sono state vinificate manualmente con interventi minimi, privilegiando precisione e rispetto della materia prima. Il risultato è un'annata che punta su freschezza, tensione ed estrema fedeltà al terroir, più che su potenza ed estrazione.

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Le sfumature della collina

La degustazione ha evidenziato come altitudine ed esposizione influenzino profondamente il profilo dei vini. Le vigne di mezza costa esprimono complessità, eleganza e profondità tannica; la fascia intermedia alterna interpretazioni più slanciate ad altre ricche di balsamicità e frutto; il versante più caldo e soleggiato restituisce vini strutturati e materici, mentre le parcelle più basse esposte a sud e sud-ovest offrono tannini setosi, profumi aperti e una beva immediata senza rinunciare alla tipica energia del Nebbiolo.

Il 2025 ci restituisce un Nebbiolo di straordinaria pulizia e freschezza, che esalta l’espressività che è la vera forza delle nostre denominazioni. Se dovessimo tracciare la rotta per il futuro, questa annata sarebbe il perfetto manifesto stilistico: un vino impeccabile fatto di armonia, freschezza, tensione e nitidezza, che risponde a un pubblico che oggi cerca la verità del terroir.

Sergio Germano

Presidente del Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Dogliani

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Presidente del Consorzio di Tutela Barolo, Barbaresco, Alba Langhe e Dogliani



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